Video – Recensione Dell XPS 13 Ultrabook
Gli Ultrabook sono dei portatili belli e sofisticati. Il modello Dell si chiama XPS 13 ed è l’unico nella sua specie a montare uno schermo da 13 pollici nel telaio di un 11 pollici, così da ottenere enormi vantaggi estetici e funzionali. Pesa quanto un netbook tradizionale ed è il più piccolo portatile 13 pollici ora sul mercato.
E’ composto da un mix tra allumino, fibra di carbonio e vetro; ha un’ottima tastiera retroilluminata, un touchpad enorme e un disco SSD tra i più veloci della categoria Ultrabook. E’ disponibile in Italia da marzo 2012 in due configurazioni, entrambe rivolte al settore aziendale ma chiaramente adatte anche a quello consumer. Approfondiremo le sue caratteristiche nel resto dell’articolo; intanto ecco la video recensione con una panoramica generale, i pregi e i difetti, e le mie considerazioni dopo 2 settimane di utilizzo.
Design, qualità costruttiva e cura nei dettagli
Le linee del telaio ci ricordano che abbiamo a che fare con un prodotto rivolto alle aziende. E’ una sorta di Macbook Air più serio ed elegante, leggermente più spesso agli estremi con fondo a chiudere su toni neri; se fosse completamente in alluminio, o comunque di materiale chiaro, sembrerebbe più sottile. E’ una scelta voluta, visto che parliamo di un Ultrabook per le aziende. Per differenziare XPS 13 dai rivali, Dell ha puntato su tre materiali chiave: alluminio, fibra di carbonio e vetro.
| Dimensioni | Peso | |
|---|---|---|
| Dell XPS 13 | 316 x 205 x 6-18 mm | 1360 gr |
| ASUS UX31E | 325 x 223 x 3-17 mm | 1300 gr |
| Apple Macbook Air 13 | 325 x 227 x 3-17 mm | 1350 gr |
| HP Folio 13 | 319 x 220 x 18 mm | 1490 gr |
| Tohiba Portege Z830 | 316 x 227 x 8-16 mm | 1120 gr |
| Acer Aspire S3 | 323 x 219 x 17.5 mm | 1330 gr |
L’alluminio fa da cover, da coperchio di XPS 13. E’ opaco, spesso 2 mm e rifinito ai bordi in tre parti. E’ di soli 2 mm più grande dello schermo che ospita. Al centro, il logo Dell rifinito in materiale più scuro, è l’unica parte lucida dell’intero Ultrabook. Alluminio usato, con le stesse finiture e stesse proporzioni rispetto al telaio che contiene, per la parte interna che regge tastiera, componenti e poggiapolsi. Sulla qualità e il gusto del risultato finale credo bastino le foto; per la praticità che questo comporta cito la temperatura e la leggerezza di XPS 13, ma ci torneremo dopo.

Stretta nell’alluminio, la fibra di carbonio di cui è fatto tutto il pannello posteriore di XPS 13. Come per tutto il resto del notebook, è rifinita in modo da sembrare semi morbida al tocco, liscia e vellutata, anche dove sarebbe stato possibile evitare di farlo. Oltre che robusta, la fibra di carbonio è anche molto leggera, ed è uno dei motivi per il quale XPS 13 pesa 1375 grammi alla mia bilancia da cucina.

Il vetro è un Gorilla Glass, lo stesso usato nei tablet e su iPad. Riveste completamente lo schermo LCD, da parte a parte, e segue le forme del pannello posteriore, angoli smussati compresi. Partendo dal centro del display e andando verso l’esterno, abbiamo il vetro, un bordino spesso 1mm di materiale semi-rigido che serve anche da protezione a notebook chiuso, e i 2 mm di cornice in alluminio di cui parlavamo sopra. Particolari i due piccoli fori nel vetro in alto, ai lati della webcam, che servono a scoprire i due microfoni stereo.

Tre materiali usati per tutta la costruzione di Dell XPS 13. L’unica eccezione è il rivestimento in plastica della cerniere, quella parte sotto il logo XPS che è realizzata in plastica. Dell ha usato finiture opache e lisce al tatto; quella che riveste il poggia polsi in particolare è una delle cose meno appariscenti ma migliori di tutto l’Ultrabook tanto è vellutata; quella che riveste il touchpad è ancora più liscia.

Ultima chicca, il led bianco che segnala l’accensione e lo stato della batteria posizionato sul fronte, sotto al touchpad, installato in un bordo di alluminio a sua volta spesso solo 2 mm; sembra quasi impossibile che riesca a starci. Per cercare il pelo nell’uovo, avrei preferito non vedere le viti sul fondo.
Schermo, tastiera e touchpad
Avere uno schermo da 13.3 pollici nel telaio di un 11 non è solo piacevole da vedere ma significa anche il 24% di spazio utile in più. Averlo anche protetto dal vetro Gorilla Glass è un altro vantaggio esclusivo di Dell XPS 13. Se al tutto aggiungiamo un buona luminosità (18 step di regolazione) e dei colori ben accesi, si potrebbe pensare ad un pannello di fascia alta, ma per tirare le somme bisogna tenere conto anche di altre caratteristiche, questa volta meno entusiasmanti.

Gli angoli di visuale ad esempio, sono in linea con quelli degli altri Ultrabook quindi non eccelsi, o comunque inferiori a quelli del Macbook Air di pari formato. Non tanto ai lati, quanto in verticale, dove una cerniera con angolo di apertura limitato ne evidenza ancora i limiti. E’ un peccato perché se si prova ad inclinare l’intero portatile all’indietro, si scopre che la visuale avrebbe potuto “reggere” per diversi gradi, e che quindi la cerniera sarebbe dovuta essere più flessibile.
La risoluzione con densità di pixel inferiore ai top gamma del mercato Ultrabook. 1366×768 pixel sono meno dei 1440×900 px del MBA e i 1600×900 px di ASUS Zenbook, ma in linea con i modelli pari-formato Toshiba Portege Z830 e HP Folio 13. Se non fosse stato per il Gorilla Glass edge-to-edge e per il telaio quasi frame-less, lo schermo sarebbe stato l’aspetto meno riuscito di XPS 13. Così resta un display sufficiente, ma non eccelso come altre parti dell’Ultrabook.

Non tutti gli Ultrabook hanno tastiera retroilluminata. Dell XPS 13 la ha, ed è chiaramente un punto a suo favore. Non ho una grande esperienza con le tastiere dei portatili Dell, ma leggo in rete che questa è considerata una piacevole sorpresa per la serie. Io l’ho trovata fantastica da subito, e mi considero molto esigente in questo campo. La tastiera è la parte che ci permette di interagire con il portatile, quindi deve essere comoda, ergonomica, semplicemente piacevole da usare.

I tasti sono scavati, concavi in modo tale da essere facilmente identificabili quando non si guarda in basso, ed è un effetto chiaramente evidenziato dalle lettere retroilluminate (solo on/off, niente regolazioni di intensità). Meno convincenti i tasti del pad direzionale, troppo piccoli per le mie dita, ma sul resto non ho nulla da dire, posso solo complimentarmi con Dell.
Aver posizionato il tasto di accensione alla sinistra del tasto ESC, ha permesso di portare le tastiera molto vicina alla cerniera, proprio sotto lo schermo, e di lasciare così un enorme spazio per poggia polsi e touchpad. Infine, è fredda, mai influenzata dal calore della CPU, quindi comoda anche dopo ore di lavoro.

Discorso analogo per il touchpad in vetro, più grande della barra spaziatrice, con tasti integrati forse troppo rumorosi ma duri quando basta a non far partire click accidentali. Avevo letto di un touchpad poco sensibile e instabile, ma posso solo smentire questi pareri (c’è stato un aggiornamento software?) perché lo trovo completamente opposto. E’ un modello Cypress, configurabile. Può permettervi di lasciare a casa il mouse, è ed in fondo quel che conta.
Porte di espansione e altro hardware
Il resto della dotazione prevede una webcam 1.3 megapixel certificata Skype HD, 2 porte USB (di cui una 3.0 e una 2.0 con funzionalità di ricarica dispositivi esterni), jack per cuffia e microfono combo e uscita DisplayPort. A proposito di video chiamate e video conferenze, sono integrati due microfoni stereo.
Se avete letto la parte relativa al design di Dell XPS 13, sapete che il tutto è stato realizzato per essere il più elegante, sobrio e minimale possibile. Ecco, forse sarebbe stato meglio riconsiderare l’installazione di un lettore SD o microSD, del tutto assente in questo Ultrabook. Come scusante, possiamo dire che il target a cui si rivolge, ovvero quello business, tende ad usare penne USB per la memorizzazione portatile. Però tende anche ad avere monitor o TV con uscita HDMI in azienda, non con DisplayPort. Sono sicuro che un XPS 13 con lettore SD e HDMI sarebbe stato più apprezzato dall’utenza business italiana.

Ancora a proposito dell’uso in ambienti di lavoro enterprise, Dell è in grado di personalizzare il BIOS secondo le esigenze del cliente, così come installare chip TPM per la crittografia dei dati con BitLocker e installare iso custom del sistema operativo. La vera esclusiva è quella che Dell chiama ProSupport, vale a dire una formula di assistenza particolare che prevede l’intervento (anche on-site) di tecnici specializzati a disposizione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. E forse è questo è un aspetto che interessa di più del lettore SD e della porta HDMI.

Buono l’audio, un impianto Waves MaxxAudio da 1.5W x 2 watt capace di un volume elevatissimo sopratutto con portatile è poggiato su un piano e all’effetto risonanza che si viene a creare. Ultima parola sull’alimentatore Dell, poco più grande di quello dei netbook e leggero da portarsi dietro, ma penalizzato dall’uso di un cavo tripolare che, da chiuso, finisce per ingombrare più dell’alimentatore stesso.
Prestazioni e benchmark
La configurazione usata per questa recensione ha Intel Core i5-2467M a 1.6Ghz (fino a 2.30GHz con Turbo Boost) e disco SSD da 256Gb; è la proposta intermedia, a metà tra la variante con SSD da 128GB e quella con processore Core i7-2637M a 1.7Ghz. Tutte hanno 4Gb di RAM e grafica Intel HD 3000.
E’ un hardware comune a quello di altri Ultrabook, che però trova il suo vanto in un disco SSD particolarmente veloce e performante (vedi benchmark poco più in basso). Questo permette a Windows 7 di essere reattivo e istantaneo nell’aprire file e cartelle, e nell’uso di tutti i giorni, ma soprattutto assicura tempi di avvio e di ripresa dallo standy al top della categoria.
Dell XPS 13 impiega 18 secondi ad avviare Windows 7 (da spento a suono del sistema operativo) e si attiva dalla sospensione in 1 secondo circa. Le ottimizzazioni Intel e la tecnologia Rapid Start sono uno dei motivi che differenziano gli Ultrabook dai classici portatili, e Dell XPS 13 è probabilmente l’esempio meglio riuscito fino ad oggi. Ecco qualche benchmark al disco SSD e un confronto con altri Ultrabook (valori più alti=prestazioni migliori).
| Dell XPS 13 | ASUS UX31 | Toshiba Z830 | HP Folio 13 | |
|---|---|---|---|---|
| CrystalDisk Mark | ||||
| Seq (red-write) | 446,8 – 264,2 | 449,9 – 273,4 | 183,6 – 45,22 | 226 – 183,9 |
| 512k | 292,2 – 236,7 | 224,3 – 20,16 | 161,3 – 32,75 | 159,6 – 184,9 |
| 4k | 19,75 – 44,52 | 15,18 – 12,34 | 11,03 – 25,98 | 13,23 – 38,35 |
La CPU Intel basta e avanza per la produttività aziendale, così come per la riproduzione video HD e per l’accelerazione grafica 3D. Non chiedeteli però di giocare a titoli recenti perché la sua GPU non è adatta a tale scopo; magari sarà da rivalutare questo aspetto quando usciranno le versioni aggiornate con Intel Ivy Bridge e grafica HD4000. Per tutto il resto, compreso l’editing audio/video di filmati e contenuti multimediali, è ok.
Autonomia
Dell integra una 6 celle 47Wh e dichiara 8 ore e 53 minuti di autonomia. XPS 13 nasce come macchina per l’utenza business, quindi deve essere in grado di supportare gli spostamenti di un’intera giornata lavorativa senza richiedere corrente extra. Ci riesce? Sì.
Nel test di navigazione web continua su rete Wifi, con schermo al 50% e tastiera retroilluminata, ho ottenuto 6 ore e 47 minuti di autonomia. Il test apre una pagina web da una lista di 100 siti, la tiene aperta per 10 secondi, poi chiude il browser e ne apre un’altra; il tutto fino a quando il sistema ha energia per farlo. E’ un test molto fedele che rispecchia il comportamento di un utente reale. Nel test di riproduzione video HD, con un 1080P mandato in loop su Windows Media Player, con schermo al 50% e WiFi disattivato, ho ottenuto 3 ore e 56 minuti di autonomia. E’ il tempo sufficiente per una video conferenza o per 2 film in treno/aereo.
- Test navigazione continua Internet – WiFi on – Schermo 50%: 6 ore e 47 minuti
- Test riproduzione continua 1080p – WiFi off – Schermo 50%: 3 ore e 56 minuti
Rispetto agli altri Ultrabook, quelli relativi all’autonomia sono risultati appartenenti alla fascia alta (ma non altissima) se confrontati con macchine pari-hardware. Siamo ai livelli di un UX31 ASUS come prestazioni, leggermente sotto HP Folio 13 come autonomia. Comunque nel podio della categoria Ultrabook.
Parco software e compatibilità Linux
Su un portatile “aziendale” come questo ci si può aspettare tutta una serie di software installati, magari in versione demo. Non è così. Al di là dei programmi di gestione Dell per webcam, backup e per la creazione dei dischi di recupero del sistema (da fare, magari come prima cosa), c’è poco altro. La suite di sicurezza è quella McAfee. Interessante la Intel Smart Connect per aggiornare programmi, client di posta e social network in background quando il pc è inattivo o in standby, e la tecnologia WiDi per l’invio senza fili di segnale audio/video.

Dell mette a disposizione diverse opzioni utili in azienda, di cui potete richiedere l’attivazione e l’installazione al momento dell’ordine. Oltre al già citato ProSupport per l’assistenza locale o remota da parte di personale specializzato 24 ore su 24, ci sono possibilità che vi consiglio di far valutare dal vostro reparto IT, come l’installazione del chip TPM per la protezione dei dati, di particolari BIOS modificati secondo le necessità dell’azienda e altre opzioni.

Dell XPS 13 non viene venduto senza sistema operativo, quindi l’installazione di un sistema alternativo come Linux credo sia l’eccezione. In ogni modo, questo è il modello di riferimento per il Progetto Sputnik, che vede Dell e Canonical impegnate in un ultraportatile Linux. Mentre scrivo (maggio 2012) siamo ancora agli inizi, ma è molto probabile che XPS 13 diventi il primo Ultrabook certificato Ubuntu sul mercato.
Aggiornamento: sotto il test con la prima iso pubblica del progetto Sputnik. I dettagli in questo articolo.
Considerazioni finali
Non si rischia di scambiare Dell XPS 13 con un portatile qualunque, perché basta tenerlo 2 secondi per notare peso e materiali non comuni. E’ il 13 pollici più compatto in commercio, e se qualità costruttiva e design sono al top della categoria Ultrabook, tastiera, touchpad e autonomia sono una piacevole sorpresa. Per migliorarlo servirebbe una cerniera più flessibile, che possa permettere di piegare maggiormente lo schermo, e un pannello a risoluzione più elevata.
| Configurazione | Prezzo | |
|---|---|---|
| Dell XPS 13 | Intel Core i5-2467M / 4GB / SSD 256GB | 1299 € |
| ASUS UX31E | Intel Core i7-2677M / 4GB / SSD 256GB | 1399 € |
| Apple Macbook Air 13 | Intel Core i5-2467M / 4GB / SSD 256GB | 1512 € |
| HP Folio 13 | Intel Core i5-2467M / 4GB / SSD 128GB | 999 € |
| Tohiba Portege Z830 | Intel Core i5-2467M / 4GB / SSD 128GB | 999 € |
| Acer Aspire S3 | Intel Core i5-2467M / 4GB / SSD 240GB | 1199 € |
Ma l’idea e il percorso iniziato sono sicuramente quelli giusti. Consigliato anche per scrivere e lavorare su lunghi testi vista l’ottima tastiera, il grande touchpad e il poggiapolsi soffice per le mani. Per informazioni aggiornate sulle configurazioni e sui prezzi, e per le offerte relative al settore SMB, visitate dell.it. Altre foto nel nostro account flickr.
