Ultrabook: profitti al minimo per gli ODM
Per via dei materiali usati nella loro produzione, gli Ultrabook non premettono grandi margini di profitto ai produttori. Tempo fa si è scritto che servono fino a 710 dollari di soli materiali per realizzare i modelli con schermo da 11.6 pollici, i più impegnativi da costruire, e più volte si è parlato dell’attività Intel per convincere i produttori a credere nella categoria promettendo incentivi, supporto e altro tipo di assistenza tecnica e commerciale.

Ultrabook Lenovo IdeaPad U300S
Il tutto perché gli Ultrabook devono costare meno di 1000 dollari, o almeno ogni modello deve avere una configurazione sotto questa soglia. In occasione di IDF 2011, Intel e altri hanno presentato i modelli che vedremo entro la fine del 2011, tutti 13.3 pollici probabilmente (la sorpresa potrebbe essere ASUS UX21) ma proposti a prezzi limite o superiori alle stime Intel. Acer e ASUS dovrebbero avere Ultrabook a partire da 800 dollari (circa) mentre per Lenovo si parla di 999 dollari (e superiori) e per Toshiba la base è ben sopra i 1000 dollari.
Intel ha cercato di rassicurare il settore ricordando che i modelli della generazione successiva, quelli previsti nella prima parte del 2012 con Ivy Bridge, avranno costi ben inferiori (si è parlato di Ultrabook ASUS da 600 dollari), ma questo non ha poi convinto più di tanto ODM, produttori e consumatori. In pratica, nonostante l’esposizione di IDF 2011 e IFA 2011 e la presentazione ufficiale dei primi modelli (a giorni ci sarà quella ASUS) si torna ancora a parlare dello scetticismo dei produttori e degli ODM (chi fabbrica il prodotto) per questa categoria. Il motivo è ancora il solito: il costo dei componenti.
Sembra che gli ODM riescano a trarre profitti pari a 5-10 dollari per ogni Ultrabook, ovvero il 50% in meno della media notebook, che solitamente permette di ricavare 10-20 dollari per unità. Anche questa è una storia già sentita: l’alto costo dei componenti necessari alla realizzazione, soprattutto dei materiali. I modelli spessi 17mm richiedono telai unibody realizzati in lega di magnesio/alluminio, che hanno costi fino a 7 volti superiori a quelli dei tradizionali telai in plastica; e lo stesso vale per le cerniere usate negli Ultrabook, fino a 5 volte più costose della norma.
Ecco perché i profitti di chi produce scendono ai minimi storici. Si spera di ridurre i costi dei materiali nel 2012, quando la domanda di Ultrabook sarà molto più alta e quando i produttori effettueranno ordini molto più importanti delle 100.000 unità attuali ordinate in via precauzionale per testare il mercato.


