Mini PC Android: test di Smallart U-Host
AllWinner A10 è una delle CPU più gettonate al momento grazie soprattutto all’enorme proliferare di Google TV Stick cinesi.
Smallart U-Host è un nuovo dispositivo di questa categoria. E’ dotato di 1GB di RAM, 4GB di memoria flash, Wifi 802.11 b/g /n integrata, porte USB, uscita HDMI, slot per scheda microSD e – ovviamente – Android in versione 4.0.
E’ una dotazione piuttosto standard. La confezione contiene:
- Smallart U-Host
- Cavo USB/mini USB per l’alimentazione
- Cavo USB per collegare il dispositivo al PC
- Manuale utente (in inglese)
- Alimentatore 5V/2A con porta USB
- Cavo HDMI femmina
Smallart U-Host è dotato di diversi connettori tra cui un HDMI maschio, una porta Host USB (per mouse/tastiera /dongle wireless), una mini USB (per l’alimentazione e per collegarlo come drive USB), lo slot micro SD, jack per microfono (abbastanza raro, per ora, su questo genere di dispositivo, anche se c’è un microfono incorporato). Con 120 x 50 x 13mm, il dispositivo è leggermente più grande di un CX-01 EAR-D1 (presto online la nostra recensione).
Al pari di macchine come i Mele A1000/A2000, è un prodotto adatto per hacker. Violare il bootloader e sviluppare un kernel ad hoc è anche facilitato dalla possibilità di aprire il case; basta rimuovere le 2 viti su entrambi i lati delle porte HDMI con un cacciavite di precisione per accedere alla porta seriale. Tale connettore non è disponibile su mini PC come MK802 (bisogna fare qualche saldatura per collegare l’adattatore seriale). E’ assolutamente un punto a favore di Smallart U-Host.
Lo Smallart U-host è facilmente collegabile ad un televisore, e può essere collegato alla stessa porta USB se questa è abbastanza potente (e abilitata) per alimentarlo. In caso contrario, sarà necessario utilizzare l’alimentatore fornito. Anche se i benchmark mostrano come il processore lavori sempre a piena velocità, Smallart U-Host non sembra avere i problemi di surriscaldamento dell’MK802 (e simili).
La CPU A10 rende Smallart U-Host in grado di eseguire anche distribuzioni Linux (Ubuntu, Lubuntu, Xubuntu, Debian, Fedora…) avviandole da una scheda microSD, o addirittura sostituendole al firmware standard.
L’interfaccia di Android è stata leggermente rivista per un utilizzo più “casalingo”: la parte inferiore della home page con le icone di sistema è statica, mentre le icone e i widget possono essere installati nella parte superiore. Ci sono 6 icone: Applicazioni, Download (vale a dire Google Play), Browser (ma non Chrome, nonostante l’icona), Impostazioni, Multimedia e File manager. E’ comunque possibile sfruttare l’interfaccia standard di ICS utilizzando il pulsante “Return Home”.
Contrariamente a molti prodotti simili, gli aggiornamenti di sistema supportati sono solo di tipo OTA (Over-the-air) ed è presente la funzione “Developers Options”. Ancora, rispetto alla concorrenza, il firmware sembra essere molto stabile e non si hanno problemi con l’installazione di applicazioni.

Di default sono disponibili due video player: ES Media Player e TvdVideo, che consentono di vedere filmati dei più svariati tipi e risoluzioni, fino al’MKV, seppur con qualche limite. Forse l’app XBMC Android potrà migliorare la situazione quando sarà disponibile. Piccola nota: è possibile riprodurre i video di YouTube nell’apposita app YouTube, ma non nel browser stock (si aprirà il lettore video).
Antutu dà il dispositivo come più veloce rispetto al CX-01 e al Mele A1000 STB (con Android 2.3) a parità di risoluzione 1280 × 720 px. Probabilmente il merito va alle ottimizzazioni di Android 4.0.

Smallart U-host è un dispositivo stabile e offre buone prestazioni, seppur con alcuni svantaggi minori:
- il consumo, ad esempio, che è superiore rispetto alle soluzioni di altri che utilizzano CPU Telechips TCC8925;
- il telaio, decisamente non il più bello del settore.
Di contro, le ridotte dimensioni gli permettono di essere nascosto dietro la TV mentre la facile apertura consente di “giocare” con u-boot e con lo sviluppo del kernel. E’ disponibile per 58 euro su Aliexpress.
