Mini PC Android: test di Smallart U-Host

spino, 27 luglio 2012 16:32 9 comments

AllWinner A10 è una delle CPU più gettonate al momento grazie soprattutto all’enorme proliferare di Google TV Stick cinesi.

Smallart U-Host è un nuovo dispositivo di questa categoria. E’ dotato di 1GB di RAM, 4GB di memoria flash, Wifi 802.11 b/g /n integrata, porte USB, uscita HDMI, slot per scheda microSD e – ovviamente – Android in versione 4.0.

smallart_uhost_5E’ una dotazione piuttosto standard. La confezione contiene:

  • Smallart U-Host
  • Cavo USB/mini USB per l’alimentazione
  • Cavo USB per collegare il dispositivo al PC
  • Manuale utente (in inglese)
  • Alimentatore 5V/2A con porta USB
  • Cavo HDMI femmina

Smallart U-Host è dotato di diversi connettori tra cui un HDMI maschio, una porta Host USB (per mouse/tastiera /dongle wireless), una mini USB (per l’alimentazione e per collegarlo come drive USB), lo slot micro SD, jack per microfono (abbastanza raro, per ora, su questo genere di dispositivo, anche se c’è un microfono incorporato). Con 120 x 50 x 13mm, il dispositivo è leggermente più grande di un CX-01 EAR-D1 (presto online la nostra recensione).

smallart_uhost_1Al pari di macchine come i Mele A1000/A2000, è un prodotto adatto per hacker. Violare il bootloader e sviluppare un kernel ad hoc è anche facilitato dalla possibilità di aprire il case; basta rimuovere le 2 viti su entrambi i lati delle porte HDMI con un cacciavite di precisione per accedere alla porta seriale. Tale connettore non è disponibile su mini PC come MK802 (bisogna fare qualche saldatura per collegare l’adattatore seriale). E’ assolutamente un punto a favore di Smallart U-Host.

Lo Smallart U-host è facilmente collegabile ad un televisore, e può essere collegato alla stessa porta USB se questa è abbastanza potente (e abilitata) per alimentarlo. In caso contrario, sarà necessario utilizzare l’alimentatore fornito. Anche se i benchmark mostrano come il processore lavori sempre a piena velocità, Smallart U-Host non sembra avere i problemi di surriscaldamento dell’MK802 (e simili).

La CPU A10 rende Smallart U-Host in grado di eseguire anche distribuzioni Linux (Ubuntu, Lubuntu, Xubuntu, Debian, Fedora…) avviandole da una scheda microSD, o addirittura sostituendole al firmware standard.

L’interfaccia di Android è stata leggermente rivista per un utilizzo più “casalingo”: la parte inferiore della home page con le icone di sistema è statica, mentre le icone e i widget possono essere installati nella parte superiore. Ci sono 6 icone: Applicazioni, Download (vale a dire Google Play), Browser (ma non Chrome, nonostante l’icona), Impostazioni, Multimedia e File manager. E’ comunque possibile sfruttare l’interfaccia standard di ICS utilizzando il pulsante “Return Home”.

Contrariamente a molti prodotti simili, gli aggiornamenti di sistema supportati sono solo di tipo OTA (Over-the-air) ed è presente la funzione “Developers Options”. Ancora, rispetto alla concorrenza, il firmware sembra essere molto stabile e non si hanno problemi con l’installazione di applicazioni.

smallart_uhost_2

Di default sono disponibili due video player: ES Media Player e TvdVideo, che consentono di vedere filmati dei più svariati tipi e risoluzioni, fino al’MKV, seppur con qualche limite. Forse l’app XBMC Android potrà migliorare la situazione quando sarà disponibile. Piccola nota: è possibile riprodurre i video di YouTube nell’apposita app YouTube, ma non nel browser stock (si aprirà il lettore video).

Antutu dà il dispositivo come più veloce rispetto al CX-01 e al Mele A1000 STB (con Android 2.3) a parità di risoluzione 1280 × 720 px. Probabilmente il merito va alle ottimizzazioni di Android 4.0.

smallart_uhost_3

Smallart U-host è un dispositivo stabile e offre buone prestazioni, seppur con alcuni svantaggi minori:

  • il consumo, ad esempio, che è superiore rispetto alle soluzioni di altri che utilizzano CPU Telechips TCC8925;
  • il telaio, decisamente non il più bello del settore.

Di contro, le ridotte dimensioni gli permettono di essere nascosto dietro la TV mentre la facile apertura consente di “giocare” con u-boot e con lo sviluppo del kernel. E’ disponibile per 58 euro su Aliexpress.





  • StriderWhite

    Ottimo articolo, come sempre! Interessante oggettino, se scopro che esiste una versione di XBMC compatibile potrei anche prendermelo!

  • spino1970

    XMBC in beta esiste già per android…

  • StriderWhite

    mi son accorto…intendevo una versione ottimizzata per questo (o altri) android mini pc, cosa invece che mi pare non ci sia ancora!

  • http://www.facebook.com/people/Giovanni-Pioggine/1516902262 Giovanni Pioggine

    vergogna avete tradotto un articolo di un altro, procurarvelo e recensirvelo da solo no?

    http://www.cnx-software.com/2012/07/27/smallart-u-host-hackable-mini-pc-unboxing-and-review/ 

  • http://www.netbooknews.it Riccardo P

    Rilassati Giovanni, c’è il link alla fonte, anche con una buona keyword (e c’è sempre stato).

  • spino1970

    Se non ci fosse il link della fonte, potresti anche avere ragione…

    ma anche in quel caso, non trovi che sarebbe piuttosto noioso un sito dove trovi solo link ad altre fonti? :) per quello basta un buon feed reader…

  • http://www.facebook.com/people/Giovanni-Pioggine/1516902262 Giovanni Pioggine

    io vedo di tutto meno che il link della fonte…… e nemmeno un riferimento del tipo “articolo tratto da ecc ecc”

    edit: ah beh se mettete il link letteralmente nascosto…. ogni buon articolo preso in prestito che si rispetti ha il riferimento all’articolo originale a fondo pagina non nascosto nel testo…

  • http://www.netbooknews.it Riccardo P

    Ecco, e questo conferma quanto hai letto bene il post…

  • http://www.netbooknews.it Riccardo P

    Beh ormai ti sei accanito, quindi non ha neanche senso parlare. Fatti un giro nel blog, e guarda tutti i link in uscita che mettiamo negli articoli, in media sono 5/6 al giorno, come è giusto che sia. Il discorso che fai non regge proprio, anche perché il link si mette per una questione SEO, ed è molto meglio per cnx software avere un link con keyword “Smallart U-Host” (così quando tu cerchi su google ci sono più possibilità che raggiunga il loro sito piuttosto che questo) piuttosto che un tradizionale “via” o “fonte”. Dammi retta, lascia perdere questi discorsi sul citare la fonte perché hai proprio sbagliato blog.

    PS: magari seguici (anche su eeepc.it), così te ne rendi conto ;)