Fujitsu Stylistic Q550: croci e delizie
Ho acquistato più di un mese fa il tablet Fujitsu Stylistic Q550 per motivi professionali: ho l’esigenza di fare delle lezioni all’Università scrivendole direttamente sul tablet e proiettarle “in diretta”, lasciando poi come by-product il pdf della lezione da inoltrare online il giorno stesso agli studenti.
In questi ultimi anni riuscivo ad ottenere il risultato tramite un PC collegato ad una tavoletta Wacom con lo svantaggio del peso e di dover guardare lo schermo del PC mentre si scrive sulla tavoletta. Il motivo per il quale ho scelto lo Stylistic rispetto ad altri concorrenti è quello di disporre di un tablet leggero con digitalizzatore attivo (per usarlo con la penna) in ambiente Windows (d’altronde non sono a conoscenza di tablet con questa caratteristica con sistemi operativi diversi).
Le alternative al momento dell’acquisto erano poche: HP Slate 500 e Eee Slate EP121. Il primo scartato essendo introvabile in Europa o sparito nel nulla e comunque con display un po’ piccolo da 8,9”, il secondo molto interessante sulla carta data la potenza del processore ma più pesante (1,16 kg contro gli 866 g. dello Stylistic) e soprattutto con meno autonomia (sulla carta 4,5 ore contro le 8 dello Stylistic) oltre ad avere una batteria non sostituibile (che fa passare di fatto l’autonomia da 4,5 ore teoriche di Eee Slate alle 16 dello Stylistic!).
Vi sono anche da anni svariati tablet convertibili (tastiera + schermo a ribalta) ma sono dei veri e propri PC più pesanti; desideravo infine qualcosa di veramente leggero da usare quasi al posto del bloc notes. Le righe che seguono non sono quindi tecniche come quelle di un vero recensore del prodotto e si concentrano molto sull’aspetto della scrittura.
Un tablet professional
Lo Stylistic Q550 della Fujitsu che ho tra le mani è la versione con disco rigido da 62 GB priva del modulo UMTS. Si tratta di un tablet di dimensioni pari a 275 x 192 x 16.2 mm e con peso di 866 grammi; il primo iPad, tanto per fare un confronto, misura 243 x 190 x 13.4 mm e pesa 680 grammi. Lo schermo è da 10,1 pollici, 1280 x 800 pixel, touchscreen anti riflesso e con digitalizzatore attivo N-trig. Il processore è il cosiddetto “Oak Trail” a basso consumo ma non propriamente performante, neppure sulla carta. Il sistema operativo nativo è Windows 7 Professional Edition (“multilanguage” inglese/italiano) che in linea di principio dovrebbe permettere il riconoscimento della scrittura sia in italiano che in inglese: dedicherò in seguito qualche riga di riconoscenza a Microsoft al proposito.
Sul bordo perimetrale troviamo un lettore di schede SDHC, 1 presa USB 2.0, 1 uscita HDMI, 1 slot per Smart Card e 1 presa per la docking station. Su uno dei due lati corti abbiamo vari tasti: accensione, tastiera virtuale, rotazione dello schermo, sblocco del PC (equivalente al CTRL + Alt + CANC). Sotto, oltre alla batteria removibile che pesa 282 grammi come una tavoletta di cioccolato e misura 160 x 120 x 8 mm (perfetta per la tasca del cappotto) – troviamo il lettore di impronte digitali. L’aspetto non è elegante come iPad al quale faccio riferimento perché molto noto, ma è sobrio e dà un’impressione di solidità nippo-germanica.

Il pennino è lungo 11 cm e pesa, batteria inclusa, 12 grammi, il doppio di una BIC; peccato non ci sia un vano per sistemarlo nel tablet quando non lo si usa. Nella confezione attuale c’è una bella e pregiata custodia di cuoio che ha però due inconvenienti: il peso (380 grammi quasi il 50% dello stesso tablet!) e la fessura corrispondente al lettore di impronte che è troppo piccola in un punto dove il cuoio è molto alto: chi sceglie di accedere al tablet tramite le proprie impronte digitali è costretto spesso a spogliarlo dalla custodia o a digitare la classica password tramite la tastiera virtuale.
Lo schermo da 10.1 pollici è nitido, ma non come quello di un iPad, e si legge bene da ogni angolo di visione.
Attenzione alla prima accensione: scelta della lingua
Windows 7 multilanguage (italiano/inglese) offre la bella possibilità di scegliere la lingua dei menu, italiano o inglese. Per potermi vantare nei convegni in giro per il mondo senza dare l’impressione di provincialismo (in fin dei conti per far fare bella figura alla Fujitsu) ho scelto malauguratamente di avere Windows in inglese. La conseguenza è che il riconoscimento della scrittura, un validissimo strumento sul quale tornerò sopra, non funziona più in italiano. Il dramma è che questa scelta risulta essere irreversibile: neppure una reinstallazione permette di fare una scelta diversa dato che la prima scelta si lega indissolubilmente alla licenza d’uso.
I due colleghi che hanno preso Fujitsu Stylistic assieme a me hanno invece optato per la lingua italiana, e a loro il riconoscimento della scrittura funziona sia in italiano che in inglese. Personalmente ritengo il riconoscimento della scrittura molto importante in un tablet, essendo questo privo di tastiera: ho aggiunto quindi 135 € per passare all’edizione Ultimate di Windows 7. Ora posso scrivere un caloroso ringraziamento a Microsoft in varie lingue…
Il touchscreen
Si possono scegliere 4 modalità di input: solo touch, solo penna, automatico dove distingue automaticamente la penna quando si avvicina la penna e stacca il touch, e infine il “dual” dove viene abilitata la penna a meno che non si clicchi due volte sullo schermo attivando così il touch: consiglio quest’ultimo o la sola penna quando si vuole scrivere a lungo.
Il touch funziona bene, anche se non con la “scioltezza” di iPad. Lo schermo accetta segni con 1, 2, 3, 4 dita: con un dito si clicca, si muovono le icone, si aprono i menù a tendina; con due si ingrandisce e rimpicciolisce, si effettua lo scrolling, cliccando due volte con due dita si apre il menù che gestisce il volume e la luminosità dello schermo; con tre si riduce a icona o viceversa, con quattro si seleziona una porzione di schermo e si apre il magnifier (una sorta di lente di ingrandimento).
In realtà queste gesture variano a seconda del software. Fujitsu Infinity Lounge, la cui icona è presente in alto dello schermo, permette di regolare varie impostazioni (luminosità, volume e via dicendo) oltre che ad uscire dalle modalità full screen in alcuni programmi (es. Foxit).
Come in molti altri tablet che girano in ambiente Microsoft, non si ritrova in questo Fujitsu Stylistic il piacere del tatto che si raggiunge con iPad: la colpa ricade però prevalentemente su Windows; il nuovo Windows 8 dovrebbe migliorare decisamente questa esperienza. Una nota: la performance nel touch migliora se dal “Pannello di Controllo” si va su Penna e Tocco -> Panoramica e si regolano al minimo le impostazioni di inerzia (resistenza).
Il piacere: la scrittura
Da tempo utilizzo l’inchiostro digitale tramite le ottime tavolette grafiche della Wacom che hanno però rispetto al tablet lo svantaggio di doversi collegare ad un pc e/o di dover guardare lo schermo mentre si scrive. Ho avuto occasione di provare vari tablet Pc convertibili muniti di digitalizzatore Wacom.
Devo dire che mai ho sperimentato tanta precisione nella scrittura come su questo Fujitsu Stylistic Q550. Il segno della penna appare in un punto molto vicino alla sua punta, da quello che ho appreso si tratta di una qualità dovuta al digitalizzatore N-Trig: non c’è quasi quel fenomeno del parallasse tipico dei digitalizzatori Wacom che costringe ad una continua calibrazione a seconda della inclinazione della tavoletta. Il segno viene preso all’istante e a qualunque velocità. Il digitalizzatore riconosce il polso quando ci si avvicina con la penna e disabilita il touch (eccetto in modalità solo touch).
Se si vuole scrivere seriamente meglio selezionare dal menu N-trig la modalità sola penna o “doppia” penna/touch che rispetto alla modalità di riconoscimento automatico del polso/pennino permette di passare al touch solo quando lo vogliamo noi (basta un doppio toccamento tip-tap con il dito sullo schermo per attivare il touch): in questo il digitalizzatore Wacom è superiore, ma la cosa può infastidire lievemente solo chi alterna spesso la penna al touch.

A seconda del software tuttavia si presentano dei difetti rari e occasionali, come la difficoltà nello scrivere un dato carattere o l’apparire della gomma al posto del pennino pur avendo selezionato quest’ultimo: indubbiamente la scrittura con OneNote del pacchetto Office funziona meglio che con Windows Journal in dotazione. C’è da segnalare che la penna è comoda, equilibrata e dal giusto peso (16 grammi); non ha invece la funzionalità “gomma” : per cancellare non bisogna girare la penna come sui pennini Wacom ma attivare la gomma dal menu del software.
Software per la scrittura – Windows 7 è accompagnato da Windows Journal, un ottimo programma di scrittura digitale nato ai tempi di Windows XP tablet edition. Personalmente mi trovo meglio con OneNote presente in alcuni pacchetti Office (ad es. l’Home and Student Edition) che permette di non suddividere gli appunti pagina per pagina e di organizzarli in vari blocchi di appunti. Il nostro Stylistic Q550 si comporta molto bene con entrambi, anche se meglio con One Note: scrittura fluida e veloce. L’editing è molto semplice in entrambi grazie alla presenza dello strumento “lazo” che permette di circondare una porzione di testo e di spostarla, colorarla in modo diverso, ecc.
Software per leggere/correggere PDF – Il classico Adobe Reader non ha qui la fluidità che ci si aspetta: le pagine girano a fatica con il tocco, meglio agire con la penna. Molto più fluido il comportamento del più leggero e fluido Foxit, peraltro gratuito, che permette anche delle correzioni a penna dei pdf: le pagine girano col tocco che è un piacere e lo Stylistic diventa così un eccellente e-reader, anche se siamo lontani dalla scorrevolezza di un iPad. Per chi deve lavorare a penna sui pdf tuttavia consiglio Pdf Annotator con il quale la scrittura funziona meglio malgrado qualche defaillance (ogni tanto non viene presa una porzione di carattere, o la penna si tramuta inspiegabilmente a volte per un istante in gomma).
Scrittura: confronto con iPad – Quando si parla di tablet si pensa subito a iPad, anche se il tablet nasce con Windows Xp molti anni prima. Il confronto quindi è d’obbligo anche se va precisato che lo Stylistic è un vero e proprio Pc senza tastiera munito di Windows 7; ci limitiamo quindi al confronto sull’esperienza tattile e della penna. Come per ogni tablet puro o convertibile con digitalizzatore attivo l’esperienza di scrittura non ha uguali rispetto ai tablet muniti di un digitalizzatore sensibile solo al touch.

Nel famoso iPad, ad esempio, ci sono varie applicazioni che permettono di scrivere: il pennino tuttavia per funzionare deve imitare il tocco delle dita e ciò costringe a scrivere a caratteri piuttosto grandi. Per ovviare a questo inconveniente le applicazioni di scrittura permettono di zoomare un rettangolo del blocco appunti su un riquadro nella parte inferiore dello schermo (facendo così anche in modo che non si appoggi il polso sullo schermo, dato che questi digitalizzatori non distinguono il pennino dalla punta spessa dal tocco del polso) sul quale si può scrivere a caratteri cubitali; il tutto poi si riposiziona automaticamente nel rettangolo iniziale.
[Un mio collega appassionato di iPad sostiene di trovarsi benissimo così; avanzo ancora un aperitivo per aver scommesso che non sarebbe stato in grado di scrivere velocemente degli appunti o di fare delle correzioni precise a penna con punta fine in un disegno]
La tastiera virtuale - Appare sia sul tablet Apple che su Fujitsu Stylistic, anche se in quest’ultimo caso si tratta di un’alternativa all’input della penna. Su iPad la tastiera appare subito grande quanto la larghezza dello schermo mentre sullo Stylistic va dimensionata a piacere. Bisogna dire che mentre su iPad essa si può utilizzare quasi come una tastiera vera, nello Stylistic non si può scrivere troppo velocemente: appaiono degli errori, non vengono prese le doppie, e vengono chissà come attivati involontariamente dei tasti.
Collegamento a proiettore
Lo Stylistic è provvisto di una uscita HDMI. Dato che i proiettori del mio ateneo hanno prevalentemente una presa VGA ho cercato di capire quale convertitore andasse bene: non basta un cavo qualunque per passare dal digitale all’analogico. La Fujitsu vende un convertitore USB che non ho provato, ho preferito a priori utilizzare l’uscita HDMI: dopo averlo sperimentato posso confermare che il convertitore HDMI-VGA della HP, economico e alimentato dal tablet tramite la sola presa HDMI, funziona alla perfezione (non spaventarsi se nei siti viene garantita la sola compatibilità con i prodotti HP).
Con i proiettori di cui dispongo bisogna ricordarsi di abbassare la risoluzione del monitor (basta un livello intermedio) per vederlo riprodotto interamente sullo schermo. Bisogna dire che la qualità della proiezione è alta. Con lo stesso Eee PC 1015PE, ugualmente a 10 pollici, i difetti di scrittura sembravano amplificati rispetto a quello che si vedeva sullo schermo del PC al punto che per fare lezione ho sempre preferito collegare alla tavoletta Wacom un PC da 15” che pesa 3,6 kg al leggero Eee PC; invece qui il prodotto finale è eccellente.
La comodità: tanta autonomia
La batteria si carica in circa 3 ore e mezza. Sulla carta lo Stylistic raggiunge le 8 ore: io sono arrivato tranquillamente a 6 ore e mezzo alternando internet con qualche download, scrittura e lettura e lasciando un residuo di 4-5% di batteria. Molto comodo il fatto di poter sostituire la batteria (poco più di 2 etti di peso) aumentando così l’autonomia a 13 ore sicure se non si esagera a consumare risorse: questa possibilità spiazza decisamente la concorrenza al momento attuale.
Chi va piano va sano e lontano
Passiamo al punto dolente: la lentezza del sistema. Il processore “Oak Trail” permette un risparmio energetico a spese della performance. Il mio “vecchio” Eee PC 1015PE della Asus munito di Intel Atom N450 sembra una scheggia al confronto. Ci vuole quindi pazienza, ma alla fine si riesce a fare quello che ci si aspetta per navigare in internet (meglio con Firefox che con Explorer), far girare Office o qualunque software “ragionevole”.
Ottima anche la webcam con Skype che funziona a meraviglia e la visione di video non troppo pesanti. Con le impostazioni di default il sistema era ancora più lento (al punto da volermene disfare subito), è assolutamente necessario modificare alcuni settaggi per renderlo utilizzabile con soddisfazione, come ad esempio disabilitare la bella grafica trasparente i Aero a favore di Windows Basic e lasciare pochi essenziali effetti visivi (Pannello di controllo – Sistema – Impostazioni di sistema avanzate – Prestazioni – Effetti visivi – Personalizzate: deselezionare tutto eccetto “mostra anteprime anziché icone”, “smussa gli angoli dei caratteri sullo schermo”, “utilizza ombreggiatura per le etichette delle icone sul desktop”, “utilizza stili di visualizzazione per finestre e pulsanti”).
Giusto per dare dei parametri oggettivi: circa 15-20 secondi il tempo per uscire dalla modalità sleep (meno, circa 7 secondi, se non si attiva il software per il riconoscimento di impronte digitali all’accesso), 10 secondi il tempo per aprire il browser, l’avvio può durare anche un minuto e mezzo. Per confronto iPad si si sveglia all’istante dallo stato di sonno, il browser si apre in meno di 2 secondi e si avvia da spento in meno di 20 secondi. Il mio Eee PC 1015PE (2GB di Ram) si sveglia dal sonno in secondi, il browser si apre in 8 secondi e si accende in 40 secondi. Certo uno dei motivi di tanta lentezza è lo stesso Windows, non solo il processore.

La Trilogy di Milano, validissimo Select Partner della Fujitsu che crede molto nelle potenzialità del Q550 oltre ad essere prodiga di consigli ai clienti, mi comunica che reinstallando da chiavetta USB una immagine pulita di Windows 7 le prestazioni aumentano di molto: ciò sarebbe dovuto al fatto che l’immagine originale caricata sul Q550 comprenderebbe molte applicazioni della Fujitsu (di dubbia utilità) che hanno l’effetto di rallentare il sistema. Non ho provato , un po’ per la pigrizia di non volere ricaricare i miei software e settaggi un po’ perché oramai il mio Q550 ha una performance sufficiente ai miei scopi.
Questo tema della scarsa performance dello Stylistic ricorre nei vari blog dedicati a questi prodotti e nello stesso sito della Fujitsu dove il simpatico e davvero appassionato manager della Fujitsu Meinholf Althaus discute nel suo blog aziendale delle possibili migliorie da apportare in questo senso al Q550 con i suoi lettori: pare che a giorni uscirà un software della Fujitsu, già installato sugli apparecchi distribuiti dal mese di Settembre, capace di settare automaticamente al meglio il prodotto al fine di migliorarne la performance.
Conclusione
Fujitsu Stylistic Q550 è finalmente un puro tablet eccellente per scrivere con la penna e lavorare con l’inchiostro digitale. La sua lunga autonomia e leggerezza ne consentono la massima portabilità: in questo senso non ha concorrenti nell’ambito dei tablet puri in ambiente Windows. Si tratta senz’altro di un prodotto ideale ad esempio nel settore education sia per studenti che per docenti: si possono prendere degli appunti, scarabocchiare sui pdf, leggere. Non è un caso che il distretto scolastico di Charlottesville in Virginia abbia investito 2,4 milioni di dollari per acquistare più di 2000 Stylistic Q550 da consegnare ad ogni alunno dalla prima media in su.
Il contrappasso di tanta autonomia sta nelle performance del processore Oak Trail che sono francamente un po’ scarse: si può certamente navigare in internet, guardare dei video non troppo “pesanti” e far girare del software tipo Office; bisogna però avere un attimo di pazienza e non aspettarsi una risposta immediata. Non vedrei quindi il prodotto come un notebook/netbook replacement ma come un prezioso ausilio per lo studente o il professionista. Di sicuro quest’anno sarà sempre nel mio zaino.
Autore: Carlo Mariconda
carlo.mariconda [at] gmail dot com

