Sui prezzi dei nuovi netbook Cedar Trail
Il netbook ASUS Eee PC X101CH disponibile da ieri su monclick.it, è il primo netbook con Cedar Trail in Italia. Presto avremo anche modelli Acer, Samsung, HP e Toshiba, tutti con Atom N2600 o N2800 e schermi da 10.1 pollici. Ogni azienda avrà il suo modello low-cost in commercio, anche se i prezzi di listino medi resteranno comunque più bassi rispetto al 2011.
- Aspire One D270 di Acer, è disponibile per poco più di 250 euro in Germania (versione con FreeDOS) e recentemente a meno di 10.000 NT$ (sotto i 250 euro) anche in Taiwan. Eee PC X101CH è disponibile in Italia per 279€ (con Windows 7) ma punta a raggiungere i 250 euro in poche settimane.
- Anche gli HP Mini 210 Cedar Trail hanno prezzi di partenza di 279 euro, e probabilmente anche i modelli Samsung saranno su questa fascia (ma non ci sono informazioni ufficiali). Per i 10 pollici Toshiba ci sarà invece da spendere qualcosa in più così come per gli Eee PC della serie Flare 1025C/CE, più raffinati e rifiniti della media.
- A giudicare quel che scrive oggi digitimes, Acer è la più interessata (e anche l’unica) a spingere il suo nuovo netbook Cedar Trail con prezzi competitivi. L’azienda si aspetta 4 milioni di netbook venduti nel 2012 (ASUS ne stima 5) con un -20% rispetto al 2011. Non è poi una grossa perdita considerando l’influenza sul mercato globale dei tablet.
Eppure le prime indicazioni per i netbook Cedar Trail sono molto incoraggianti. Si parla di 9 ore di navigazione web wifi (reali, non stimate dal produttore) per un Atom N2800 con batteria 6 celle (1025CE di ASUS) e di 6 ore continue di riproduzione video FullHD; sono numeri da tablet Android, non da netbook della fascia 250/300 euro.
Anche le prestazioni sembrano buone per la categoria, perché oltre alla decodifica video (anche su HDMI) si è raggiunga una reattività di sistema superiore a quella della generazione precedente. Considerando la portabilità, i nuovi telai ultrasottili e ultraleggeri (vedi i 32 mm di Eee PC X101CH) e l’uso ormai comune di tastiere ad isola, touchpad grandi e schermi opachi, direi che potremmo tornare ad apprezzare i netbook per quel che erano un tempo, ovvero delle macchine essenziali ed economiche, da usare per la produttività occasionale così come per la fruizione dei contenuti. Sbaglio?

