[Retro Video] Olivetti Quaderno unboxing

Riccardo Palombo, 27 giugno 2011 12:49 10 comments

Quando mi è arrivata la email di un visitatore del sito alla ricerca di un consiglio tra un netbook Asus e un modello di una “marca strana che non ho mai sentito”, ovvero Olivetti, ho creduto fosse uno scherzo. Ma ragionandosi su ho realizzato che veramente i nati negli anni 90, i nuovi ventenni, possono non conoscere questo marchio. Così ho colto l’occasione per girare il video unbox (o meglio, retro-unbox) che vedete sotto. Se pensate all’Eee PC 701 come al primo netbook in commercio, fermatevi 10 minuti e guardatelo.

Olivetti Quaderno uscì in Italia nel 1992 con un prezzo di listino pari a 1.350.000 lire e con la dicitura ultraportable pc; era effettivamente uno dei primi computer portatili di quelle dimensioni rivolto agli utenti finali, non ai laboratori, alle industrie o ai mercati di nicchia (non si può parlare di settore consumer per quei tempi, ma vedetelo come una cosa simile).

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Con processore NEC a 16Mhz, 20MB di spazio su disco e 1MB di RAM, era un eccezionale strumento da lavoro portatile e riduceva di 1/3 il peso dei computer trasportabili dell’epoca. Il design particolare permetteva di tenere tutto in 1050 grammi, peso inferiore a molti dei netbook 10 pollici attuali. Ovviamente lo spessore non è paragonabile (32mm), la dotazione hardware e la flessibilità dei computer moderni lo fanno sembrare un vero dinosauro, ma a distanza di 20 anni dal suo ingresso nel settore informatico tratta concetti ancora moderni.

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Come anticipato nel filmato, venne aggiornato qualche mese dopo (Quaderno 33) con un processore più veloce, un disco di maggiore capienza e, soprattutto, con un sistema operativo di nuova generazione (Windows 3.x al posto del DOS Olivetti) che fece quasi triplicare il prezzo di vendita senza però pregiudicarne il successo.

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Indubbiamente noto una qualità costruttiva migliore delle attuali, ma in fondo è difficile fare i confronti viste le differenze di prezzo tra i netbook low-cost di oggi giorno e prodotti come questo. Da Olivetti Quaderno esce comunque una cura nei dettagli che è andata persa recentemente sotto la moda del “minimal”, e non parlo di finiture e di materiali ma di attenzione nella preparazione del prodotto; l’enorme manuale utente, necessario per via del particolare sistema operativo pre-installato, è un esempio di cosa intendo, perché non lascia nulla al caso, anzi, approfondisce.

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Questo per far notare al mittente della email di inizio articolo – e a tutti i giovanissimi pari età – che Olivetti non è sempre stata quella del “netbook strano” o del tablet cinese rimarchiato e venduto in Italia; se ora corriamo dietro a schermi touchscreen, smartphone e dispositivi portatili sempre più intriganti, lo dobbiamo anche a questa azienda italiana, nata – lo ricordo – 103 anni fa.

Racconto queste cose dopo averle lette in rete (ero troppo piccolo all’epoca, anche se ricordo benissimo il peso del brand Olivetti negli anni successivi) per questo vi invito ad approfondire o, magari, a dire la vostra lasciando un commento sotto.





  • Luca

    che figata! effettivamente prima la qualità costruttiva dei pc era elevatissima (ho avuto modo di usare un  vecchio notebook monocromatico dell’ ibm con win 3.1, dava proprio un senso di solidità, anche nella tastiera); l’unico svantaggio era nel prezzo: costava quanto uno stipendio mensile, mentre ora ci sono prodotti a 200 euro..

  • Sermic

    Ragazzi leggete la fantastica storia di Adriano Olivetti, a mio avviso il più grande ed illuminato industriale di questo paese, c’era di andarne orgogliosi!. Olivetti era un Colosso sia morale che industriale, la sua azienda era la prima in Europa nel campo dell’informatica. Per chi non ama leggere, consigli il servizio che la RAI gli ha dedicato credo nella trasmissione “La storia siamo noi” rintracciabile sul sito Rai. Grazie Riccardo

  • http://www.netbooknews.it Riccardo P

    Aggiungo che anche su History Channel, almeno nella versione Sky, è in programmazione un documentario chiamato “Quando Olivetti inventò il computer” assolutamente da vedere.

  • teso

    Olivetti è stata una delle aziende più innovative AL MONDO e DI TUTTI I TEMPI (Faggin, l’inventore – o uno degli inventori – del microprocessore viene da quella scuola, come una marea di altri personaggi insospettabili). Molto più di quanto sia mai stata Apple che non ha MAI inventato niente di originale ma ha sempre e solo portato al grande pubblico idee originate da altri (il mouse, l’interfaccia utente a finestre, il tablet, ecc.) e MAI con tecnologia veramente d’avanguardia (chi si ricorda per quanto tempo il primo Machintosh ha continuato ad avere uno schermo monocromatico quando tutti gli altri computer erano da anni a colori?). In attesa di sfiammate per una posizione ben poco condivisa oggigiorno, si possono trovare interessanti spunti sulla versione italiana di Wikipedia, alle voci “Netbook” e  “Olivetti_Quaderno”

  • http://www.facebook.com/fabrizio.spinelli Fabrizio Spinelli

    Sono sempre stato tentato di comprarne uno usato :)

  • Giovanni

    Ho utilizzato e conservo tuttora gelosamente un esemplare di Olivetti Quaderno. In quegli anni facevo le fatture ai clienti con il Quaderno e una stampante Canon BJ 10 ( se ricordo bene ). Che bei tempi!

  • Loscalpello

    Buongiorno Riccardo ,
    non hai idea di quanto mi abbia fatto piacere “rivedere”  l’Olivetti Quaderno : Per il sottoscritto che aveva acquistato il suo primo notebook appena un anno prima (che poi fu un Dell acquistato “via telefono” e spedito tramite corriere -altro che e-commerce-…al prezzo stratosferico di 2.000.000 delle vecchie lire ) si tratto’ di ”amore (non corrisposto) a prima vista , a causa dell’impossibile permuta del mio Dell (che ho parcheggiato da qualche parte in mansarda) che il rivenditore Olivetti della mia citta’ non volle ritirare .
    A proposito di Olivetti : Escludendo lo ZX81 prima, il Vic 20 ed il C64 poi, il primo VERO PC  che ho avuto la fortuna di usare fu un Olivetti M20 (quello con il PCOS) ad un corso serale privato. Era il 1984 e frequentavo il 2 anno all’ ITIS di Campobasso .
    Poi a scuola arrivo’ il nuovo M24 (aula d’informatica, postazione del prof. A noi studenti…. C64 e Simon’s Basic ) .
    Peccato che da li in avanti per l’Olivetti ,come buona parte dell’eccellenza industriale italiana (e qui ci metto anche la Montedison ,con buona pace di chi la pensa diversamente ) ebbe inizio un triste declino .
    Saluti da Campobasso . 

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  • http://twitter.com/lucaducati luca

     alcuni giorni fa ho visto un documentario incredibile sull’olivetti. metto il link di youtube
    http://www.youtube.com/watch?v=MAXLrNT_xK0&feature=fvwrel
    http://www.youtube.com/watch?v=YluDh9LPby4&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=6dXBDsE-GSU&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=6dXBDsE-GSU&feature=related

    indispensabile guardarlo per capire cos’era l’Olivetti e cosa ci siamo persi

  • Marco

    abito e lavoro ad ivrea…entro ogni giorno in quei palazzi che si vedono nelle foto.
    altro che fabbrica…sembra un hotel di lusso
    ricordo poi che nello stabilimento di Scarmagno (TO) lavoravano circa 8000 persone (cifra che neppure ora raggiungono i comuni vicini per abitanti)
    la mensa serviva milioni di pasti all’anno
    fanculo…..

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  • Teresalba

    ciao, ho vissuto ad ivrea per 4 anni, mio marito ha lavorato a scarmagno ed ha partecipato al progetto quaderno. Ricordi qualcosa?