Un Google Cr-48 in mani italiane
Anche un nostro connazionale ha potuto provare il notebook Google CR-48, prototipo inviato a 60.000 utenti *esclusivamente* americani come piattaforma di test per il sistema Chrome OS. Delle impressioni su questo prodotto – poco influente lato hardware, perché solo un sample di prova – ho scritto diverse volte a suo tempo, ma sono convinto che è bene tornarci perché a breve usciranno i primi modelli e perché, almeno per una volta, non rischiamo di interpretare male l’inglese. Ecco i punti salienti del testo italiano.
Chrome OS arriverà in estate negli Stati Uniti con Samsung e Acer (ma anche Asus e Sony – credo) e non sarà affatto scontato vederlo in Italia.
- Ottima la qualità costruttiva del prototipo (che dentro ha, lo ricordo, un Atom N455 – ecco le foto hardware) ancora una volta paragonato al MacBook per via dell’enorme touchpad e della disposizione di alcuni tasti.
- Al primo avvio, oltre a scattare una foto da usare come avatar che poi non può essere cambiata, l’attuale Chrome OS permette di autorizzarsi al computer e diventarne proprietario. Ci può essere un solo proprietario, un solo amministratore, ma diversi utenti con privilegi minori (anche un account guest, di prova).
- La procedura di ripristino impiega meno di 10 minuti a re-installare il sistema da zero, procedendo sempre nell’ottica di sicurezza e affidabilità del codice; questo è un aspetto di cui parlò molto Google alla presentazione di Chrome OS, immaginando un codice “certificato”, che fa controlli di integrità ad ogni avvio. Il prototipo attuale permette comunque una certa flessibilità grazie ad una modalità di debug che non credo vedremo nei modelli in vendita; abbiamo visto in passato che, grazie a questa, è possibile disabilitare certi controlli di sicurezza e installare sistemi operativi sulla macchina (Ubuntu, Windows 7 e OS X).
- L’interfaccia di Chrome OS è fondamentalmente una finestra del browser (volete provare qualcosa di simile? Scaricate SplashTop OS). Un simile approccio è buono per la gestione di singoli documenti ma troppo complesso quando se ne hanno da gestire diversi. L’ideale sarebbe imparare a memoria tutte le scorciatoie da tastiera preparate da Google.
- Chrome OS si affida completamente al cloud per la gestione dei dati; il CR-48 ha un disco SSD da 16Gb ma serve fondamentalmente per cache e per l’immagine di ripristino del sistema. Questo approccio è considerato scomodo (e non è la prima volta che lo sento dire) non per il fatto che i dati siano remoti, quanto per l’impossibilità di gestione attraverso qualcosa di diverso da un browser; forse serve solo un po’ di pratica o una qualche revisione nell’interfaccia utente.
Per il resto vengono confermate le ottime cose sull’autonomia e, in generale, apprezzata ancora una volta l’idea che sta alla base del sistema, ma forse – e credo questo valga in modo particolare per noi italiani – è ancora presto per lasciarsi alle spalle un sistema completo e affidarsi completamente a Chrome OS. Potete leggere l’articolo completo su antoniodini.nova100.ilsole24ore.com.

