Netbook News

Dell Mini 10 con GPS e 3G in Italia

Dell.it aggiunge nuove ed interessanti personalizzazioni

Riccardo, mercoledì 22 luglio 2009 ore 07:15
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Da ieri anche in Italia è  possibile aggiungere al Dell Inspiron Mini 10 un ricevitore GPS ed un modulo 3G integrato.

Il piccolo 10 pollici è proposto a 349 euro nella versione base, a cui vanno aggiunti 120 euro per il modem 3G (fornito senza SIM, quindi utilizzabile con tutti gli operatori di telefonia mobile) e 105 euro per il ricevitore GPS, fornito con il software di navigazione Turn-by-Turn Navigation (lo stesso disponibile anche su iPhone).

Da segnalare che l’aggiunta del GPS comporta l’adozione (obbligatoria) di uno schermo HD Ready, capace di una risoluzione di 1366 x 768 px, dal costo di 20 euro. Le nuove opzioni vanno ad aggiungersi a quelle che permettono di scegliere la scheda WiFi N (+20 euro), la batteria da 6 celle (+45 euro) ed il processore Atom Z530 (+30 euro).

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Se è vero che per avere un Mini 10 al top (lid decorato compreso) servono ben 617 euro, è anche giusto ricordare che la versione standard (Atom Z520, 1Gb di RAM, Wifi b/g, display 10” e batteria da 3 celle) con modem 3G/HSPA integrato, costa 379 euro, un prezzo perfettamente in linea con la concorrenza.

*Cirano mi fa notare che ho chiaramente sbagliato. Il prezzo del Mini 10 standard con HSPA integrato è pari a 349 + 120 euro.

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Commenti

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  • Jean

    il 22 luglio 2009

    alla faccia… che prezzo…

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    Così come più volte da me previsto, i netbook finiranno inevitabilmente e giustificatamente a costare più dei notebook, come giusto che sia.
    Questo Dell Mini 10, in versione full optional, è un prodotto veramente completo, per il quale tuttavia vanno spesi 700 euro tondi tondi.
    Entro pochi mesi, queste caratteristiche saranno lo standard dei netbook, assieme probabilmente al display da 11.6″ e al disco SDD.
    I modelli più performanti avranno anche ii nuovi atom dual core serie 500, i dischi ibridi, i display led e scheda grafica adeguata, ed i 1000 euro saranno il prezzo di riferimento per un netbook “top”.

  • CIrano

    il 22 luglio 2009

    Mi sa che hai sbagliato i conti, il Mini 10 con z520 ecc + HSDPA costa 469€ (in più mi da un incompatibilità, quindi mi sa che bisogna mettere perforza il wifi N, quindi il prezzo slitta a circa 488€)

    Difatti il prezzo base del mini è 349€ + 120€ di modem.

  • Cris

    il 22 luglio 2009

    Piervittorio, se poi la gente invece di abbandonare in negozio certi Netbook dal prezzo esagerato, invece li acquista e ne giustifica pure il prezzo, per forza che gli stessi salgono!

  • grivam

    il 22 luglio 2009

    1- a che serve il gps sui netbook ???
    2- la stragande maggioranza dei telefoni sono umts e collegabili all netbbok.
    3- ha schermo glossy ultrariflettente
    BOCCIATO per optional qualita’e prezzo

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    Grivam: se a te non serve non comprarlo… io lo uso come backup di sistema di navigazione sia quando volo che quando navigo.
    Un rappresentante invece lo usa per ottimizzare le visite ai clienti in città.
    Un autotrasportatore documenta il percorso e le medie mantenute, al fine della documentazione dei premi di efficienza.
    Ragazzi… c’è qualche migliaio di persone attente al prezzo, ma c’è qualche altro milione di persone che lavora, e per i quali ogni ora risparmiata e la possibilità di avere un aggeggino da un kilo o poco più utile tutto il giorno in ogni evenienza, vale oro.

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    Cris: il prezzo di per sè è un concetto che interessa solo ai bimbi, che non vedono altre necessità se non comprarsi più caramelle possibile con la mancetta della domenica.
    Agli altri interessa il valore del bene, e questo si misura in vantaggi che questo ti dà.
    Il mercato premia il valore, e le aziende propongo prodotti che vengono o meno apprezzati sulla base del valore che il mercato gli riconosce.
    Se il valore percepito è congruo rispetto al prezzo cui viene proposto, il prodotto sarà un successo, diversamente sarà un flop.
    E le aziende se propongono prodotti sempre più dotati, anche se sempre più costosi, è semplicemente perchè il mercato questo richiede.
    1000 euro sono tanti o pochi? Bhè, per alcuni forse sono importanti, ma forse questi non hanno alcun bisogno di un netbook o di un notebook, ove la parola “bisogno” implica una necessità inderogabile: e fanno dunque bene a risparmiare soldi per comprarsi le caramelle.
    Per questi forse va bene anche un notebook usato di tre anni fa… non hanno necessità inderogabili, e tipicamente il loro tempo non vale del gran denaro.
    Ci sono altri per i quali 1000 euro sono il conto quotidiano medio della giornata lavorativa, tra trasferta, albergo e ristorante.
    E qualche cento euro in più o in meno, per un prodotto che VALE, nel senso che risponde alle aspettative, sono noccioline di cui, ca va sans dire, nemmeno è il caso di parlare.
    Bisogna mettersi in testa che questo è il mercato, e non solo quello che noi riteniamo tale in quanto parametrizzato ai nostri standard.

  • grivam

    il 22 luglio 2009

    @piervittorio
    se usi il navigatore sicuramente e’ meglio usare un apparato standalone dedicato….
    non so propri cosa se ne puo’ fare un camionista di uno schermo che in ambienti esterni funziona solo da specchio per il trucco !!!!
    per quanto riguarda il prezzo sono felice che tu non abbia problemi di badget appartieni alla categoria che fa felice le case costruttrici, con la scusa del lavoro dai giustificazione di ogni prezzo proposto senza per questo valutare il giusto rapporto qualita’ prezzo che nel caso specifico risulta sproporzionata…

  • Jean

    il 22 luglio 2009

    @ Piervittorio: per fare quello che hai descritto è sufficiente un banalissimo TomTom da 80 euro…

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    Jean e Grivam: nella nautica e nell’areonautica spendiamo dai 2.000 euro in su per un chartplotter (solo unità centrale), infinitamente meno potente di un PC (che ti può fare da sistema di navigazione di backup completo!).
    La cartografia mondiale C-Map CM-93 costa circa 16.000 euro, mentre quella locale, su cartuccia, costa dai 250 ai 400 euro.
    Se mi trovi un tomtom con cartografia nautica dettagliata (standard Navionics o C-Map, ovviamente), e sia dotato di un display sufficientemente grande che ti consenta di vedere chiaramente una secca quando sei al timone ad un paio di metri di distanza dal display, bene, ti ringrazio.
    Per quanto riguarda il camionista, non importante ciò che pensa lui dell’utilità del netbook in oggetto.
    E’ importante quello che decide l’azienda che dà lavoro ad un centinaio di camionisti, e che vuole verificarne remotamente in tempo reale l’attività, o scaricarne il tracking ogni sera quando i camion rientrano.
    Ragazzi, c’è un mondo là fuori… voi continuate a universalizzare la vostra problematica (100 euro in più o in meno), che viceversa è irrilevante per il 99.9% del mercato reale.
    Ed è per soddisfare questo 99.9% del mercato reale che le case produttrici stanno presentando modelli che concettualemnte si allontano sempre più dai primi netbook, i quali invece erano interessanti per il restante 0.1%.

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    Grivam e Jean: mi potete calcolare, con il tomtom, il bacino di utenza servito da tre motrici, da un punto logistico ubicato, ad esempio, a Piacenza, considerando le isocrone di 1 ora, 2 ore e 3 ore?
    Sapete quanti camion, taxi, autobus ci sono per strada in questo momento?

  • grivam

    il 22 luglio 2009

    @piervittorio
    sicuramente quello che tu vuoi viste le caratteristiche tecniche difficilmente e’ supportabile da un netbook acer
    sicuramente meglio affidarsi a prodotti specifici per ogni esigenza
    mi risulta strano che uno come te che a tuo dire rientra nel 99,9% del mondo lavorativo non metta in primo piamo il rapporto prestazioni qualita’ prezzo
    Se a un camionista dai lo shermo di un notebook acer da usare come navigatore rischi che ti investa con la motrice
    per quanto riguarga i dati di viaggio ect guarda che c’e’ una particolare mappa tomtom per aziende di trasporti che ti permette di gestire la logistica sei mezzi

  • Piervittorio

    il 22 luglio 2009

    grivam: io ti ho fatto solo un esempio…. in ogni caso con un netbook dotato di gps e modem interno può essere “interrogato” remotamente dal server, il quale sa in qualsiasi momento dove sono i mezzi, gli può trasmettere informazioni (priorità di consegna, disdette, ordine, istruzioni particolari ecc. ecc.), o può agire proattivamente (immagina un trasporto valori cui viene trasmesso per motivi ovvi un percorso alternativo all’ultimo minuto, o un trasporto di merci deperibili la cui temperatura della cellula frigorifera viene monitorata costantemente, o un trasporto urgente farmaci che può essere interrogato dagli ospedali più vicini in caso di urgenza….).
    Di applicazioni ce ne sono un’infinità, dove i 100 euro in più o in meno sono irrilevanti!

  • Fabbro

    il 22 luglio 2009

    Grivam e Jean: è un banalissimo troll. Spara minchiate per giocare, non vi ci rodete dai :D

  • Piervittorio

    il 23 luglio 2009

    Bravo Fabbro…. io cerco di spiegare il motivo dell’evoluzione che hanno avuto i netbook, pur in assenza di una crescita prestazionale della cpu, verso caratteristiche e cifre che li hanno portati lontani dal concetto originario.
    Spiego che le case prima di lanciare un modello “costoso” ci pensano mille volte, e verificano che sia effettivamente quella l’esigenza reale del mercato (e i numeri gli danno poi ragione).
    Cerco di far capire che l’universalizzazione delle proprie convinzioni, perchè non si ha la capacità o l’abitudine di guardare oltre il giardino di casa, è un grosso errore.
    Cerco di spiegare la differenza tra valore e prezzo, cerco di far ragionare soggetti che non hanno la consuetudine di porsi domande intelligenti ma sono pronti a dare giudizi da minorati (costa troppo… fa schifo…. è sempre la solita roba… ecc. ecc. ecc.), e tu mi accusi di essere un troll….
    Che dire, un genio del confronto dialettico!
    Vedi Fabbro, la vera domanda che uno dovrebbe porsi è un’altra, ovvero come fare nella propria vita a far sì che i 100 euro in più o in meno diventino irrilevanti, e che un domani uno possa affrontare scelte o discussioni da centinaia di migliaia di euro o di milioni di euro.
    E perchè ciò avvenga, bisogna avere sempre l’umiltà e la modestia di mettere in discussione le nostre convinzioni, e capire invece le altrui motivazioni, comprese quelle commerciali di aziende dal fatturato miliardario che immettono prodotti sul mercato, nonostante noi non li capiamo o peggio li consideriamo (perlopiù sbagliando) dei flop generati da poveri idioti che tutto dovrebbero imparare da noi, veri genietti del marketing ed autentici trendsetter.
    Perchè vedi, non bisogna confondere causa ed effetto.
    Se 100 euro per te sono importanti, è perchè TU sei nella situazione per la quale sono importanti. E se sei in quella situazione, non è a causa della nera sfortuna e di una serie di sfortunati eventi, ma è una conseguenza della miseria, intesa non come semplice disagio finanziario, bensì un modo misero di pensare che porta quale conseguenza al disagio anche finanziario.
    Io per lo meno ho sempre pensato così, partendo dal presupposto che l’altro (l’interlocutore o l’azienda) fosse infinitamente più intelligente e preparato di me, e sono sempre stato ad ascoltare finchè non arrivavo a capire.
    E con questo approccio, mi sono trovato a portare a casa qualche successo nella vita, trovandomi poi nella felice situazione di non dovere più chiedere “quanto costa” qualcosa che mi interessa.

  • Alberto

    il 23 luglio 2009

    @ Piervittorio

    Non voglio fare polemica a vuoto. Ma credo che il tuo modo di porti sia un pelino fuoriluogo. Esci con un pugno di post, farcito di paroloni altisonanti, dati tecnici specifici di cui nessuno si prenderà la briga di verificarne la veridicità, per difendere una tesi assurda. Antipatico anche il fatto di cercare di inquadrare (soprattutto negli autori di questi post) la fascia economica a cui appartengono facendo velatamente intuire che la tua posizione è da superfico con barca e aereo. Le vaccate poi cadon copiose: sono uno studente universitario appassionato di volo e ho da un po’ di anni il brevetto per vela senza limiti. Apparte che mi devi spiegare come prendi il segnale col modem in mezzo al mare (e se non ti serve tanto vale avere un navigatore dedicato). Se poi tu volessi affidare davvero la tua navigazione in aria o acqua che sia ad un netbook, beh questo la dice lunga su come la pensi in fatto di sicurezza. Meriteresti che in piena navigazione ti comparisse un bel bsod per chissà quale motivo. I sistemi di navigazione anche se più spartani costano molto di più per la loro affidabilità non minimamente paragonabile ad un netbook.

    Detto questo, non so dove tu prenda i tuoi dati , per 99,9% del mercato magari intendi quello del pesce. Il guadagno soprattutto in questo settore lo si ha con l’utente comune che preferisce portatilità ed autonomia a prezzi abbordabili rispetto a piloti e top manager. Se l’andamento del mercato fosse come tu hai descritto i netbook non sarebbero mai nati perchè il “99,9%” del “mercato” avrebbe optato per notebook più performanti dalle dimensioni simili (vedi vaio p e z). Quindi non meniamola con il discorso del valore ecc ecc. Un utente con esigenze particolari non va a comprare un netbook. Ah! un altra piccola nota: hai idea di quanto possa costare ad una impresa logistica piazzare sim PERENNEMENTE collegate ad internet per “comunicare informazioni all’ultimo minuto” ecc ecc su OGNI MEZZO? Con i prezzi di ora (anche rivoltiai professionisti) vorrei vedere quante aziende se lo potrebbero permettere.

    Progetti di navigatori collegati in rete ce ne sono già. Oggi solo il wimax potrebbe risolvere il problema dei costi e rendere tutto ciò fattibile. Non certo tim vodafone wind e 3 con la loro mentalità.

    Lo sproloquio da “Perchè vedi, non bisogna confondere (…) ” in poi , fa di te un tronfio apparentemente pieno di se, che se ha però bisogno di scrivere dei suoi successi e della sua posizione sociale in un sito come questo, in un commento sui NETBOOK , rivela una povertà incredibile. Detto in parole povere , uno sfigatello frustrato. Per questo sei fuoriluogo.

    Ultima cosa: noto delle terribili anologie tra il tuo stile di espressione e quello di un noto politico italiano. Mancava solo che alla fine del discorso ci appellassi tutti come comunisti e poi era perfetto.

    Saluti da uno che è alla fine della scala socio-economica e che per scrivervi deve sfruttare la linea internet libera della facoltà. Fortuna che lo posso fare dal mio netbook, preso perchè costava poco.

  • il duca

    il 24 luglio 2009

    @alberto bel commento! complimenti,condivido tutto a pieno!

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Alberto, per quanto io apprezzi il confronto dialettico, anche acceso, temo dovermi arrendere all’evidenza che tu, dei miei interventi, non abbia capito il senso.
    Quanto al fatto che, in mancanza di argomentazioni per controbattere nel merito, ricorri all’aggressione personale, è la piena dimostrazione della frase in cui dico che la miseria economica è sempre conseguenza di quella intellettiva e culturale.
    Va da sè che potrai trovare ampie schiere di estimatori tra i tuoi pari, ma questo non cambia la sostanza delle cose.
    Proverò a spiegarti in modo più semplice i concetti chiave, dato che sembra dai miei post tu non li abbia capiti.
    1) Mercato: le principali case produttrici avevano inizialmente identificato un piccolo mercato per un prodotto economico, semplice, ultraportatile, dotato di caratteristiche minimali, con buona autonomia, che hanno battezzato netbook. E questo è un fatto. Dopo poco si sono resi conto (prima asus con il 700 ed il 900, poi Acer con l’One) che in realtà c’era un mercato enormemente più vasto, che ha preso alla sprovvista tanto intel che microsoft, di utenti a cui non interessava granchè del prezzo. Questi utenti inaspettati erano viceversa interessati all’autonomia garantita dall’Atom, che si avvicinava finalmente alla giornata lavorativa. Erano interessati alla leggerezza. Erano interessati ad avere un prodotto più fruibile di un palmare, senza doversi portare dietro il peso e gli accessori di un notebook. Volevano una connettività totale integrata, senza doversi portare dietro chiavette, modem, alimentatori, batterie aggiuntive. Ma volevano anche una tastiera utilizzabile, ed uno schermo leggibile.
    Ed ecco che di colpo le case hanno capito che il netbook non era un prodotto che valeva un mercato da 5 milioni di prezzi per studenti attenti ai 100 euro, ma vi era un mercato da 50 milioni di pezzi, o forse 100 milioni, per i quali il netbook è il “portatile” come l’hanno sempre sognato per lavorarci. Ed infatti il mercato dei vari Acer One ed Asus 700/900, e dei vari prodotti primo prezzo, continua ad esistere, ma non cresce a due cifre di mese in mese come invece fanno i netbook di fascia alta, che ormai costano di più dei notebook di primo prezzo, che pure hanno prestazioni doppie.
    E questo spiega perchè, quando vedo queste “analisi di mercato del blog” dove c’è gente che pur non conoscendo alcunchè dei numeri e del mercato, si permette di dare giudizi ridicoli (tipo “costa troppo”, “è sempre la solita cosa”, “a che serve questo o quello”, ecc. ecc.), mi permetto di replicare, peraltro sempre argomentando.
    2) Credibilità: tu puoi o meno essere d’accordo con quello che dico, ma scrivere che dico fesserie, mi pare un po’ esagerato. Magari hai ragione tu, le mie valutazioni sul mondo dei netbook sono fesserie, e di questo mercato non capisco nulla. Però forse ti sbagli, e magari potrebbero dirti che Piervittorio (mi firmo con il mio vero nome) un po’ il mercato lo conosce.
    Potresti ad esempio chiederlo a qualche mio amico, che so… Luca Rossi (N. 1 di Asus Italia), oppure ad Antonio Papale (direttore commerciale Acer Sud Europa), oppure a Mauro Catalano (direttore commerciale di Lenovo Italia… lo trovi anche su Facebook, digli pure che ti mando io)… oppure a Carlo Barlocco (Direttore Divisione Informatica di Samsung Italia, nonchè Vice Presidente della stessa)…. oppure potresti chiederlo direttamente a Emanuele Baldi (Sales Director di Intel Europa)… potrei elencare molti altri che potrebbero dirti che ho una certa conoscenza del mercato, però non vorrei tediarti.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Infine, caro Alberto, quando ti metti a discutere sul piano tecnico, è meglio che lasci perdere.
    Se avessi letto i miei post, sapresti che parlo di sistemi di navigazione di back-up (che vuol dire di emergenza, ovvero aggiuntivi rispetto a quelli di bordo).
    In barca uso un sistema Simrad, dove il chartplotter con cartografia C-Map è collegato via NMEA all’antenna GPS, alla centrale del vento, alla bussola giroscopica, all’autopilota, al VHF con AIS, all’odometro ed al radar. E tutte le uscite di questi strumenti sono collegate vie NMEA ad un multiplexer, da cui le stringhe NMEA vengono accorpate e duplicate su un’unica uscita USB, attualmente collegata ad un notebook (il famoso sistema di backup), che è in grado perfettamente di sostituire l’unità centrale Simrad in caso di guasto.
    Ovviamente il notebook è pieno di porte USB occupate (GPS aggiuntivo di rispetto, modem Tre, docking station del telefono satellitare Thuraya, mouse, uscita verso multiplexer ecc. ecc.) ed oltretutto, avendo pochissima autonomia, è sempre sotto alimentazione (ovvero inverter da 24 volt a 220 volt).
    Puoi ben capire che un netbook che integri metà di queste cose, e per di più me lo posso mettere vicino alla timoneria in caso di guasto, posto che ha ampia autonomia, è veramente un’ottima soluzione.
    Situazione analoga nel volo, ove la strumentazione è Garmin, ma il concetto del back-up rimane valido.
    Va da sè che ove il modem non prende (in mediterraneo spesso hai segnale anche oltre le 20 nm dalla costa), si usa il satellitare collegato al notebook via USB (io ho un Thuraya che mi fa sia voce che dati, che è la soluzione più economica… sfortunatamente non mi posso permettere un Inmarsat Fleet 77..).
    Per quanto riguarda la logistica, ormai tutti i camion ed autobus (nonchè quasi tutte le auto di prestigio a rischio furti) hanno a bordo un sistema di collegamento fisso alla rete UMTS, che integra un GPS. E ci sono un’infinità di strutture specializzate nel seguire ognuno di questi attraverso apposite centrali di controllo. Il prezzo del collegamento PERENNE ad internet è ridicolo, posto che il flusso di dati che viene trasmesso è un millesimo di quello che ti consente qualsiasi abbonamento da 10/20 euro al mese (ovvero spendi in un anno quello che ti costa un camion in un’ora di coda perchè ci sono i lavori in corso che avresti potuto evitare).
    Tutto ciò premesso, continua ad usare il tuo netbook ed il tuo cervello come credi: chi lo sa, magari hai anche ragione, e nella vita riuscirai a raggiungere grandi risultati anche senza mai provare a porti il dubbio che forse ci sono anche altri punti di vista, oltre al tuo, che potresti rispettare, e dai quali potresti persino imparare qualcosa.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Riccardo: chiedo scusa per l’OT. Spero che offrire ai tuoi lettori anche altri punti di vista, un po’ meno “allineati” sul fronte del “è il prezzo che conta”, possa essere di qualche interesse.

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    @ Cavo Piev-vittovio….. pev esseve civile viguavdo alle tue avgomentazioni posso divti che effettivamente sono un punto di vista divevso che sicuvamente deve essereve pveso in considevazione. Sembvi anche una pevsona sevia, quando vomiti nozioni tecniche e nomi del jet-set italiano…

    Quanto alle boiate che scrivi, davvero, sei disarmante. Non so da che parte cominciare.

    Qualche pollo ci può anche cadere, a me continui a dare l’impressione di essere un picchiatello se per incutere rispetto scendi ai mezzucci “io sono amico del papa e miocuggino è il presidente del consiglio”.

    quando te ne esci poi con : “è la piena dimostrazione della frase in cui dico che la miseria economica è sempre conseguenza di quella intellettiva e culturale.”

    da questo si capisce davvero, che persona marcia sei. Soprattutto ignorante e superficiale.
    Io mi ritengo una persona fortunata che vive una vita agiata, per ora, grazie al supporto della famiglia, che mi da questa opportunità. Giusto per farti capire quanto sei tronfio, mio padre è primario di radiologia, mia madre ha una farmacia. E già mi fa schifo il fatto di dovertelo spiattellare così. Del resto, se i miei genitori mi hanno educato in un certo modo, non dandomi la fuoriserie a 18 anni, e mandandomi a lavorare (come scaricatore di camion, magazziniere e ora istruttore) ogni estate, perchè io potessi capire il valore dei soldi (si anche 100 euro in più o in meno oggi fanno molta differenza per chi non arriva a fine mese) , beh devo solo ringraziarli. Dico grazie di non esser diventato una persona come te, “un tuo pari”.

    Detto questo, spero che tu ti renda conto che il mercato al quale si debba puntare è quello dei giovani e spesso “poveri” in primis. La maggior parte degli over 45 manco sa cos’è l’ IT. Il fatto delle potenzialità di un prodotto non ne giustificano il “valore” , nello specifico da quando esiste il computer, il 99% (uasando un dato a te familiare, che conosci il mercato) della gente non lo sfrutta per più del 20% delle potenzialità. Che vuoi fare? Un corso di aggiornamento ai camionisti per imparare ad usare un pc? Sai dove te lo mettono il netbook, si?
    Credi davvero che il proprietario del panfilo o della barca a vela o dell’aeroplanino da turismo faccia la differenza sul mercato? Ho il dubbio che tu conosca tutti quei dirigenti perchè sono stati loro a licenziarti personalmente,se sei un manager (e conta che ti do il beneficio del dubbio perchè google a trovare nomi è oltremodo efficiente).
    Tutti i professionisti prima di divenire tali, sono studenti. E il 90% di loro avrà concluso la scuola media superiore. Il pc (netbook in questo caso) per loro sarà un accessorio standard quasi quanto un cellulare.

    Per concludere, solo un ignorante (e nel tuo caso arrogante) può affermare che 100 euro in più o in meno non facciano la differenza. Visto che il pianeta è popolato per il 90% (lo so che ti piace) da noi barboni, è con noi che si realizzano profitti consistenti. Aziende SINGOLE che puntano tutto su prodotti di elite non avranno mai il successo di aziende che riescono a soddisfare la maggior parte di “noi barboni”. Scritto in soldoni.

    Ti saluto Piev Vomualdo conte di Camarda. Fiero ma soprattutto FORTUNATO di non essere un TUO pari.

  • Mario

    il 24 luglio 2009

    @ Alberto: che tu condivida o no il pensiero di Piervittorio ci può stare, ma tirare in ballo ciò che fanno i tuoi o utilizzare espressioni colorite ed offensive non è meno presuntuoso del comportamento che, per come scrivi, Piervittorio ha assunto.
    Peraltro avevi esordito dicendo di non voler fare polemica a vuoto, ma non vedo argomentazioni tecniche in risposta ai dettagli esposti: non che tu li debba conoscere o rivelare, ma almeno diamoci tutti una calmata, con questo caldo poi!
    Se il prodotto venderà o meno, in fondo, nessuno può dirlo con esattezza, meglio dunque fermarci alle mere questioni tecniche.

    Saluti a tutti

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    Scusa non resisto alla tentazione di fare un elenco delle suddette boiate:

    1 “Mercato: le principali case produttrici avevano inizialmente (…)”
    Asus la prima con il 701 ha introdotto la novità. Il fatto lo sviluppo dei netbook sia lento rispetto agli altri prodotti è dato soprattutto dalla prudenza delle stese aziende a non darsi la zappa sui piedi. Chi spenderebbe mai mille mila euro per un pc che non sfrutterà mai quando a poche centinaia può avere un pc cmq performante? Ovviamente la prima azienda che avrà il coraggio di investire in prestazioni a basso costo avrà la meglio. Non per nulla ora finalmente si parla di GPU con ion, tra l’altro nemmeno uscita, e già si parla di ion2 per il primo trimestre 2010.

    2 “Ed ecco che di colpo le case hanno capito che il netbook non era un prodotto che valeva un mercato da 5 milioni di prezzi per studenti attenti ai 100 euro(…)”

    Non so che case frequenti. Come in tutte le cose le possibilità di evoluzione e miglioramento sono infinite. Convengo che una matrice da 7 pollici può essere sacrificata. Il 10 pollici sembra la misura perfetta per chi non ha gravi problemi di vista. E ti assicuro che io ci lavoro un fottio di ore al giorno senza alcun problema. Il prezzo delle unità più vendute è rimasto cmq quello. Un modello degno di nota per qualità costruttiva (dato che le dotazioni sono tutte simili) è stato il Samsung nc10 ancora valido oggi, uscito a 399 prezzo imposto. Se tu avessi ragione, la maggior parte del mercato avrebbe premiato il vaio P o Z che è il notebook che più si avvicina alle caratteristiche di un netbook, essendo cmq parecchio superiore, quindi il tuo pc ideale visto che mille euro non ti cambiano nulla e che di fatto il vaio è sinonimo di qualità e prestazioni. Ora vaio sta con le pezze al culo ed è dovuto uscire con terribile ritardo rispetto ai concorrenti con un netbook dal prezzo esagerato che a mio parere ne determinerà il flop. Chi lo comprerà sarà un “ignorante” a cui 100 euro non fanno la differenza, che non ne conosce le caratteristiche ed il confronto rispetto ad altri modelli, che lo vuole rosa con la scritta vaio che fa tendenza. Una percentuale bassissima. Stesso errore che sta commettendo apple con l’air e nella sua politica generale di mantenere prezzi stratosferici quando il mondo va da tutt’altra parte.

    3
    “E questo spiega perchè, quando vedo queste “analisi di mercato del blog” dove c’è gente che pur non conoscendo alcunchè dei numeri e del mercato, si permette di dare giudizi ridicoli (tipo “costa troppo”, (…)”

    Quella gente, rappresenta la fetta più succosa del mercato. La gente che commenta nei blog , magari un po’ più interessata ed informata della media, è il fulcro del passaparola. Inutile dire a te gran manager ed analista navigato quanto sia importante il passaparola in questo settore, dove non arriva la pubblicità di massa. Di certo non è Briatore che spende tempo della sua giornata a dare i propri pareri a riguardo e influenzando gli utenti di forum che a loro volta lo dicono ad amici e parenti.

    4 La trafila del jet-set conferma il mio primo post, non sei tedioso, sei spocchioso. Di ai tuoi amici numeri uno di rivolgersi a te per questi preziosi consigli, invece di spendere milioni in ricerche di mercato.

    5
    “In barca uso un sistema (…) “letto i tuoi post, sistemi di backup ecc ecc
    Ti inquadro un attimo il tuo modo di fare… se invece di barca stessimo parlando di macchine, che sono più conosciute, se avessi detto ho il collettore che dal motore va allo scarico montato su un motore x con cilindrata y ad iniezione z con sospensioni k, sarebbe servito a poco e non avresti “colpito” (si perchè le persone intelligenti le colpisci in altro modo) allo stesso modo. Che tu descriva l’anatomia del tuo sistema di navigazione non frega una cippa a nessuno. Andando io a vela poi, conosco i sistemi di navigazione ( mi ritengo molto ignorante a riguardo) e fidati che l’unica cosa che mi serve è la RADIO la bussola la carta nautica e se voglio essere sicuro un gps portatile a batteria. Non attacco altro perchè la corrente serve a ben altro. Anche se sei nel mediterraneo i velisti sono abituati al risparmio perchè non si sa maicosa può succedere. Che poi mi parli del tuo cellulare satellitare mi fa sbellicare. Posso capire che sia una sicurezza in più nel caso di ESTREMA EMERGENZA, ma il VHF della barca è più che sufficiente. Fa ridere che tu dica : la soluzione più economica per inviare dati con il pc in mezzo al mare ecc ecc. Qualcuno perfavore dia un occhio alle tariffe di Thuraya ed altri sistemi satellitari. Non credo tu sia un ricercatore dell’artico che debba spedire dati importantissimi in tempo reale. Sei solo un viziatello che non si fa mancare nulla e cosa più grave credi che il 99% delle persone sia come te. Spero che tu abbia una barca a motore, il che ti farebbe rientrare perfettamente nella categoria che descrivi.

    6
    “Per quanto riguarda la logistica, ormai tutti i camion ed autobus (nonchè quasi tutte le auto di prestigio a rischio furti)(…)”

    Dove vivi? A Cantù con il Ranzani? Nel 2009 la maggior parte degli autobus non ha manco l’aria condizionata. Il sistema più diffuso sui camion ( esclusi quelli che girano nei paddock per portare le moto gp e formula 1) hanno esclusivamente il CB, molto più semplice immediato ed econimico per comunicarsi informazioni sul traffico. Inoltre gli antifurti satellitari hanno solo il gps collegato perennemente, il collegamento telefonico viene attivato tramite remoto in caso di furto o attivato dall’antifurto stesso in caso di bisogno. Non credo nemmeno che per la privacy a qualcuno faccia piacere di aver la propria posizione costantemente monitorata. Ti ricordo sempre che il 99% del mercato non gira su auto di lusso con antifurto satellitare.

    infine il commento epico finale:

    “Tutto ciò premesso, continua ad usare il tuo netbook ed il tuo cervello come credi: chi lo sa, magari hai anche ragione, e nella vita riuscirai a raggiungere grandi risultati anche senza mai provare a porti il dubbio che forse ci sono anche altri punti di vista, oltre al tuo, che potresti rispettare, e dai quali potresti persino imparare qualcosa.”

    Mi sembra che “persino” dovresti vergognarti delle tue affermazioni, comprese quelle in cui dici che soldi = intelligenza e che povertà = ignoranza e stupidità perchè in sintesi è quello che hai detto.

    Tralasciando questi commenti, perchè se fossi in pubblico il “99% del mercato” ti lapiderebbe letteralmente, il tuo punto di vista sicuramente è sensato e ti dico che anche io tendo ad usare il netbook per fare le peggio porcate collegando chissà che periferiche di dubbia utilità “come sistema di backup” . Il fatto è che proprio per umiltà non dico che il 99% della gente è come me.
    Il tuo egocentrismo invece riesce a darti una visione parecchio distorta da quello che è l’utente medio.

    Sarai sicuramente una persona dalla cultura e situazione socio-economica invidiabile, ma da quello che traspare dai tuoi post, vali meno di un calzino bucato.

    Un consiglio: vola basso che altrimenti prima o poi trovi quello che non ha la pazienza di scrivertelo e te lo fa capire a modo suo.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Alberto, ho cercato di spiegartelo in tutti i modi, ma temo che i tuoi deficit intellettivi non ti consentano di comprendere ciò che scrivo.
    La miseria non sta nel non avere i 100 euro, ma sta nello “sparare” giudizi sulle strategie commerciali delle case basandosi sul “fattore 100 euro”, e sulla stupidità di pretendere di ricondurre la portata innovativa del fenomeno netbook all’interno di un contesto di mera economicità di prodotto.
    Sarebbe come se un farmacista, per usare una metafora presa da un mondo che dovresti conoscere, sostenesse che il successo dell’amoxicillina deriva dal fatto che costa poco… questa è la miseria di cui parlo, e che tu non capisci.
    E a questa miseria mi riferisco, quando dico “tuoi pari”.
    E poi smettila con la demagogia pietista e pelosa del povero studentello squattrinato che può permettersi solo il netbook… ma chi pensi di prendere in giro? Credi che qui abbiano tutti l’anello al naso?
    Se la scelta del netbook fosse dettata dalle ristrettezze economiche dello studente (o di altre fasce deboli della popolazione) che non dispone di reddito, e non ha altre scelta per disporre di un elaboratore portatile, potrei anche capire la tua reazione scomposta e strumentalmente solidale a quella categoria cui evidentemente non appartieni.
    Ma in realtà un notebook nuovo, infinitamente più potente di un netbook, costa meno di 400 euro, ed uno usato di un anno o poco più (comunque infinitamente più potente di un netbook, e comunque con molta più potenza di quella delle workstation con cui la Boeing progettava gli aerei solo 10 anni fa…), costa meno del più economico dei netbook.
    Per cui il povero studentello che può permettersi il netbook, in realtà a quel punto non ha nessun problema ad accedere a tecnologie e potenze di calcolo che solo pochi anni fa poteva solo sognare, ed il tutto a prezzi ridicoli, in linea con quelli di un telefonino.
    Certo, forse il netbook è più figo.
    Però a quel punto non si lamenti se le case seguono il mercato, e non stia ad accusarle di rubare soldi al povero studentello squattrinato, categoria che costituisce l’1% delle sue vendite.

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    @MARIO purtroppo hai ragione. Infatti ho scritto che lo spiattellamento non mi piaceva. Era per far capire al Conte che le “incongruenze e insensatezze” per non dire vaccate dette da lui, sono davvero tali. E che non tutti i suoi “pari” (a livello socio-econimico , lungi dal condividere altro) la pensano allo stesso modo a riguardo.

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    @Piersilvio. Un wind u100 msi batteria sei celle disco da 160 lo trovi a 290 euro ivato. E di fatto è un pc dalla buona autonomia che puoi portare in biblioteca e in facoltà soprattutto per le sue dimensioni. Mi frega poco di spendere 400-450 euro in un pc enorme, pesante di cui non sfrutterò mai le potenzialità quando già a 230 euro prendo un netbook NUOVO.

    Se però nella tua immensa saggezza e conoscenza mi sai indicare un pc da 12-13 pollici massimo NUOVO che non costi più di 400 euro mi fai un favore e faresti finalmente un commento davvero costruttivo.

    Non fare il politico di turno e non cercare di rigirare le parole:

    “la piena dimostrazione della frase in cui dico che la miseria economica è sempre conseguenza di quella intellettiva e culturale.”

    parole tue

    Questa frase scritta da te non è travisabile. E la dice lunga su tutto il resto compreso il fatto di volerla far passare per altro:

    “La miseria non sta nel non avere i 100 euro, ma sta nello “sparare” giudizi sulle strategie commerciali delle case basandosi sul “fattore 100 euro”
    “E a questa miseria mi riferisco, quando dico “tuoi pari”.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Alberto, non ho nè tempo nè voglia di replicare al tuo ultimo post, tranne ai punti 4 e 5.
    4) I nominativi che ti ho citato e che ho il piacere di conoscere personalmente da quando ancora non esisteva un mercato informatico in italia, non appartengono ad alcun jet-set. Sono persone normali, che da venti anni si occupano di ICT, e le cui capacità li hanno portati, con il tempo e l’esperienza, ad assumere posizioni di vertice all’interno di queste multinazionali. Il fatto che tu pensi che siano poveri idioti incapaci di comprendere il posizionamento commerciale di un prodotto, cosa che invece tu pretendi di saper fare perfettamente decretandone il successo o il flop, è un’ennesima dimostrazione della pochezza (miseria) del tuo pensiero. Pochezza di pensiero che nella mia visione meritocratica (ma non classista, come invece tu sostieni dall’alto della posizioni di figlio di primario) della società, è causa spesso di scarso successo nella vita.
    Ma evidentemente più che affinare il pensiero a te interessa farti largo menando le mani per imporre le tue convinzioni, come traspare dal tuo tutt’altro che velato “consiglio” in fondo al post.
    5) In barca ti affidi alla radio (eheheheheheh… mai visto un navigatore serio che la tiene nemmeno accesa, se non sul canale 16 durante le burrasche o durante l’approccio al porto…) ed alla cartografia cartacea con l’ausilio di un gps portatile (eheheheheh… utilissimi in una burrasca dove sottocoperta nemmeno riesci ad accedere… e meglio ancora se sei di notte con la nebbia… sai dove puoi mettertela la radio e la carta quando ti sbuca una portaconteiner a 20 nodi in rotta di collisione che vedi a 200 metri da te???). E che dire sulle tue affermazioni circa le tariffe del Thuraya? Ogni navigatore sa che lo stesso costa meno di un qualsiasi cellulare in roaming (tra 0.50 a 1 dollaro al minuto, in base al contratto, che significa tra i 35 ed i 70 centesimi minuto, al cambio attuale), oltre ad integrare il GPS!
    E poi sono curioso: che te ne fai della bussola se hai il GPS? Sei in grado di calcolare un rotta ossodromica ed ortrodromica, tenendo conto della differenza tra nord magnetico e nord geografico? Bhè, io so farlo, ma ringrazio il cielo che da dieci anni a questa parte ci siano metodi per navigare sicuri senza farlo.
    Va da sè che sulle barche, quelle equipaggiate almeno di un piccolo radar (che sai quello che consuma) la corrente non sia mai un problema…
    Già nel 97, alla mia prima transatlantica in regata (a proposito, terzo classificato, main sponsor Acer e Sony…) avevamo a bordo generatori eolici e pannelli fotovoltaici, oltre ad un notebook con cartografia raster.
    Suvvia caro Alberto, torna a giocare con le barbie, e lascia perdere argomenti che non sono alla tua portata….

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    Il vhf lo tengo acceso se esco in compagnia per non telefonare. Il fatto di avere un gps portatile a batterie ho specificato fosse una comodità ma di fatto non necessaria. Dai un occhio alla maggior parte delle barche sui 33 piedi (che sono quelle che vanno per la maggiore) e dimmi quante montano il radar. Se hai BISOGNO del radar sei un fallito , anche come navigatore. Chissà come siamo arrivati fino ad oggi senza. Per la navigazione con nebbia ci sono procedure stabilite come ben sai attuate anche da navi che il radar lo hanno di serie per evitare di essere speronati. Tu che hai il netbook come backup in caso di burrasca e guasti sei un navigatore serio? Per me rimani un pagliaccio. E ci scommetto la testa che è stato PAPI ad imbarcarti e permetterti di poter dire le boiate che racconti.

    Agli altri punti non rispondi perchè non sai che dire. E perchè fondamentalmente sei un pagliaccio (l’ho già detto?).

    Se hai tempo di dire che hai fatto il giro del mondo che non frega a nessuno trovi il tempo di replicare a cose più importanti in un discorso rimane il fatto,giusto perchè la tua razza è fatta così, fa le cose e poi cercadi farle dimenticare, che hai scritto:

    alberto- Non fare il politico di turno e non cercare di rigirare le parole:

    Piersilvio “la piena dimostrazione della frase in cui dico che la miseria economica è sempre conseguenza di quella intellettiva e culturale.”

    Alberto – parole tue

    Questa frase scritta da te non è travisabile. E la dice lunga su tutto il resto compreso il fatto di volerla far passare per altro:

    Piersilvio:
    “La miseria non sta nel non avere i 100 euro, ma sta nello “sparare” giudizi sulle strategie commerciali delle case basandosi sul “fattore 100 euro”
    “E a questa miseria mi riferisco, quando dico “tuoi pari”.

    Fidati , Pagliaccio è un eufemismo elegante per te. E figurati, non alzerei un dito contro nessuno tantomeno con te. I polli come te sono da sfruttare e basta fino a che non arrivi alla fine del rotolo, ammesso che tu sia di maggiore utilità della carta igienica.

  • Riccardo

    il 24 luglio 2009

    Vista da un certo punto di vista, la vostra è un’interessantissima discussione, ma vi pregherei di evitare le offese personali (più o meno velate) e di andare, decisamente troppo, OT.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Alberto: per “dare corda” al tuo seppur modesto percorso logico, per curiosità mi sono documentato un po’ su ebay, scegliendo ovviamente solo inserzioni di venditori professionali ultrareferenziati, per potere verificare lo “street price” dei prodotti.
    Un MSI Wind u100 con 2 gb di RAM va dai 320 ai 350 euro, probabilmente con 1 gb puoi risparmiare 15 euro.
    Un HP 6735S (Sempron 2 Ghz, 2gb ram, scheda video ATI Radeon 3200, lettore/masterizzatore DVD, borsa inclusa) costa meno di 350 euro.
    E questo dimostra che non c’è una vera differenza di prezzo a vantaggio del netbook, e che dunque il motivo della scelta non possono essere i famosi 100 euro, come da sempre ho sostenuto, ad orientare il mercato.
    La cosa divertente è che tu per questo mi hai aggredito, salvo poi mostrare pubblicamente la tua miseria intellettiva scrivendo:
    “E di fatto è un pc dalla buona autonomia che puoi portare in biblioteca e in facoltà soprattutto per le sue dimensioni. Mi frega poco di spendere 400-450 euro in un pc enorme, pesante di cui non sfrutterò mai le potenzialità quando già a 230 euro prendo un netbook NUOVO.
    Se però nella tua immensa saggezza e conoscenza mi sai indicare un pc da 12-13 pollici massimo NUOVO che non costi più di 400 euro mi fai un favore e faresti finalmente un commento davvero costruttivo.”
    Quindi dimostri che non è il discorso economico che ti ha portato alla scelta del netbook anzichè del notebook, bensì la comodità di avere un prodotto ultraportatile e di ampia autonomia (ovvero confermi ESATTAMENTE quello che io ho scritto, e per cui mi hai aggredito).
    Perchè tu, povero studentello nato con il culo nel burro, non reggeresti lo sforzo fisico immane di portarti dietro un PC da “ben” 3 kg, ovvero ben 1,7 kg in più di un fighissimo netbook (1.7 kg… il peso di un paio di libri che ha nello zaino un povero bimbo delle medie…).
    E poi sia mai detto che tu, povero studentello attento ai 50 euro, debba subire l’onta di comprare un notebook che oltre che pesare 3 kg, sia pure USATO, e magari di un colore nemmeno trendy… orrore!!!
    Ecco che casca l’asino… non fu la necessità del risparmio, come pretendi di raccontarci, a farti scegliere il netbook. Nè fu la necessità di comunicare telefonicamente il tuo profondo pensiero a farti prendere l’iphone. Nè fu il freddo pungente che ti portò a ricoprire il tuo debole corpo (tanto debole da soffrire il kg di peso…) di vestiti firmati. No.
    Non fu certo nè la capacità di sacrifico nè quella di adattamento, necessarie ad un volenteroso ma squattrinato studente. Fu la necessità di avere ciò che dà la massima lagittimazione sociale, o il massimo risparmio di fatica, o il raggiungimento di una facile comodità, a guidare le tue scelte.
    E, talmente poco intelligente da riuscire ad autoconvincersi, sbraiti conto le case (o chi ne spiega i meccanismi commerciali) accusandoli di rubare soldi al povero studentello, che vorrebbe gucci, iphone, netbook e magari la laurea gratis o quasi, che giammai possa essere costretto all’uso di un notebook usato, di un abbigliamento da large discount, ed un telefonino di due generazioni fa regalato da chi non lo usa più, confondendo il bene voluttuario con quello necessario, e pretendendo che il primo gli venga proposto ad un prezzo adatto al suo non-reddito….
    Ma va là… e poi si stupiscono se quando vengono ai colloqui di lavoro con la loro laurea in mano, li cacciamo a pedate dopo le prime 50 parole che proferiscono…

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    alberto: poichè scrivi “E ci scommetto la testa che è stato PAPI ad imbarcarti e permetterti di poter dire le boiate che racconti.”, sono lieto di informarti che non è stato papi ad imbarcarmi. Papi e Mami sono insegnanti (ormai in pensione).
    Va da sè che è un po’ comodo scommettere ciò che hai ampiamente dimostrato di non possedere (la testa).
    Peraltro, le barche fino a 33 piedi, che citi, sono NATANTI (sotto i 10 metri, pari a 33 piedi abbondanti, sono natanti, ovvero equiparate al pedalò e come tali senza obbligo nemmeno di iscrizione al registro navale italiano).
    Non hanno nemmeno targa ed immatricolazione, e se non omologati dal cantiere in categoria CEE “A” , non possono nemmeno uscire dalle acque territoriali (12 nm dalla costa).
    Io ovviamente parlo di barche, ovvero unità da diporto immatricolate e complete dell’obbligatoria dotazione di sicurezza imposta dalla normativa CEE per le imbarcazioni di categoria “A” (navigazione senza limiti dalla costa con qualsiasi condizione meteomarina).
    Te lo risuggerisco… torna a giocare con la barbie, magari sul pedalò…

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Riccardo: ricevuto, scusa. Anche se avrai notato che a differenza del mio interlocutore, non ho mai nè insultato, nè storpiato il nome, nè dato del pagliaccio o del buffone o dello sfigatello a chicchessia.
    Ma chiedo comunque nuovamente scusa a tutti per l’OT.

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    1
    Continui a divagare senza ammettere che la tua affermazione ” i poveri sono stupidi” se vuoi te lo incollo per la terza volta, è una delle cose più disgustose inutili e superficiali che si possano dire e che fanno di te la persona che sei.

    2
    Prima di fare il fico con barche aerei ed astronavi e definirti top manager genio di IT impara ad usare un motore di ricerca
    http://www.caerecom.it/opencart/index.php?route=product/product&product_id=288

    3
    Ti ho risposto in quel modo per i concetti analoghi descritti al punto uno e spero che nella tua prossima risposta tu abbia le palle di giustificare una frase del genere invece di ignorarla puntualmente.

    4
    forse il tuo cervello è troppo brillante per soffermarsi all’univoco significato di certi concetti: perchè devo spendere più di 290 euro per un cassone di pc che NON SFRUTTO quando per appunto 290 euro mi porto a casa un pc che soddisfa alla grande le mie esigenze? Il fatto della grandezza per me è importante perchè uso i mezzi pubblici o al max il motorino. Un 15 pollici vuol dire una borsa dedicata e cmq più spazio e peso. Non è un concetto difficile eppure riesci a stravolgerlo, non preoccuparti, capita anche agli schizofrenici,loro però hanno almenoi loro amici immaginari quindi credo se la passino meglio.

    5
    tu dicevi che i netbook sono destinati a costare 1000 euro al top e che i 100 euro in meno o no non sono un problema. Con i prezzi bassi alcune scuole private avanzano progetti di rendere i pc una dotazione di base per gli studenti delle superiori. Se i prezzi non volassero sarebbe fattibile magari anche per la scuola pubblica. Poco tempo fa ai co co co e co co pro davano 200 euro di sconto sull’acquisto di un notebook. Le vendite sono schizzate, evidentemente 200 euro fanno la differenza.

    6
    Ricordati di rispondere al punto 1

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    E per informazione un natante con la capacità di navigare oltre le 12 miglia lo può fare previa iscrizione al RID. Torna tu a giocare con il telefono satellitare. Ho paura a sapere come hai ottenuto altri brevetti.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Alberto, ti ri-ri-ri-ririspondo per l’ennesima volta al punto 1.
    Non ho mai detto che i poveri sono stupidi, ho detto che la povertà di pensiero porta di norma alla povertà economica, e come logica conseguenza capita che la povertà economica è conseguenza di quella di pensiero.
    Tu inverti il percorso di causa ed effetto, e forse ho sopravvalutato il tuo quoziente intellettivo.
    Se scrivi “tutti i cinesi hanno gli occhi a mandorla”, questo non significa che “tutti quelli con gli occhi a mandorla sono cinesi”.
    Però a questo punto lascio perdere, come giustamente suggerito da Riccardo.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Se il natante non ha il certificato di conformità CE (come non lo ha la quasi totalità dei natanti, in quanto costruiti prima del recepimento della direttiva CE 94/25) allora, anche se iscritto all’ RNI su istanza dell’armatore, non può navigare oltre le sei miglia dalla costa, o comunque oltre le 12 se dotato di certificazione rilasciata da ente accreditato.
    Se invece ha un certificato di conformità CE, i limiti di navigazione dipendono dalla categoria prevista in tale certificato, e sono legati solo alle condizioni meteomarine. Ed i natanti tipicamente arrivano massimo alla classe B.
    In ogni caso, per uscire dalle 12 miglia, hai bisogno della dotazione di sicurezza obbligatoria ex lege, tra cui l’EPIRB (obbligatorio oltre le 50 miglia), che è collegato al sistema di satelliti SAR.
    Comunque, Alberto… diamoci un taglio, ok?

  • Alberto

    il 24 luglio 2009

    no comment… dai tuoi post credo sia lapalissiano quanto tu sia viscido.

    goditi il tuo panfilo
    Con un Nor-Sail A55 Micro Cup di 5,50 metri da 500 kg gente CAPACE è arrivata in Norvegia superando burrasche e nebbie SENZA RADAR …

    Forse sono stati i tuoi a “sopravvalutare” la resistenza dell’anticoncezionale. E sottovalutare il grande rischio in cui si stavano imbattendo.

    Ti lascio crogiolare nella tua solitudine, perchè se qualcuno ti sta vicino, o è per pietà o per spennarti come un pollo.

  • Piervittorio

    il 24 luglio 2009

    Se è per quello i vichinghi attraversavano l’atlantico del nord senza bussola nè radio, e gli aerei giravano il mondo senza gps nè cartografia digitale perchè non li avevano ancora inventati.
    Questo non implica che sia intelligente, oggi che disponiamo delle tecnologie per avere maggiore sicurezza attiva e passiva, non utilizzarle.
    Che pochezza di pensiero… non sai proprio dove andare a parare… salti di palo in frasca in modo inafferente cercando solo di denigrarmi, arrivando persino a fare insinuazioni circa i miei genitori.
    Vedi, anche se il papà e la mamma ti garantiranno un posto di lavoro, e l’università un pezzo di carta te lo darà, rimarrai sempre un pezzente: la disperazione della tua miseria non sta nel portafoglio, ma nella zucca.

    Riccardo: ti inviterei, se fosse possibile, a cancellare post nei quali il sig. Alberto estende i suoi insulti anche ai miei genitori. Ti ringrazio.

  • Fabbro

    il 24 luglio 2009

    Dopo aver dato l’ultimo esame del semestre ci volevano un po’ di risate! Vi ringrazio

    Direi che 20 Euro per lo schermo HD ci stanno…
    Tutto il resto è decisamente noia

  • Francesco

    il 27 luglio 2009

    Ciao a tutti,

    Ho acquistato un dell mini 1010 da circa dieci giorni con HD e Z530.
    Mio malgrado da meno di una settimana è disponibile un modulo HSDPA, che
    a quanto pare non posso più inserire perché l’ordine è ormai in produzione.
    Qualcuno saprebbe dirmi se è possibile acquistare il modulo a parte ( su e bay si trovano) e montarlo? Sono al corrente ad esempio, che effettuare l’upgrade della ram è abbastanza difficile in quanto si deve smontare praticamente tutto, qualcuno ha qualche informazione precisa, su come fare?

    Grazie!

    P.S.: Cmq ottimo sistema, l’ho provato e confrontato con altri net. Prestazioni più che soddisfacenti, compatto, di ottimo materiale e design elegante!

  • markk0

    il 9 settembre 2009

    due risate ogni tanto ci vogliono.

    grazie di cuore al “padrone del vapore” e al “povero ma bello”.

    se non esisteste, bisognerebbe inventarvi.

    ho le lacrime agli occhi dal ridere…

  • Mimmo

    il 9 settembre 2009

    ora lo stampo e mi leggo un pezzettino alla volta ogni sera prima di andare a dormire.

  • matteo

    il 12 settembre 2009

    conversazione molto utile
    complimenti!

  • Cris

    il 15 settembre 2009

    Qui, qualcuno ha perso il barlume della ragione!
    1-Netbook= PC portatile nato per la “quasi esclusiva navigazione in Internet” lo dice la stessa parola(buona notte), di dimensioni ridottissime e modeste capacità di elaborazione dati
    2-Netbook, nascono apposta per essere appetibile ad una clientela che hanno come possibilità di spesa un budget limitato
    3-Per chi non ha problemi di budget come Professionisti Navigati-Velisti-Aeroplanisti-Controllori di volo- Operatori Nasa; che 100 euro al giorno sono spiccioli, ci sono dei Notebook piccolissimi e potentissimi con tutto l’hardware che possiate con la vostra fantasia immaginare(non di certo usate un Netbook per lavorare, solo perchè adesso hanno il GPS integrato)
    4-Con un Portatile super costoso aperto sul tavolo di un Self-Cafè nella pausa pranzo, Voi professionisti acchiappate di più; sicuro ;-) (come che il 90% delle fighe capisce di Super Portatili)
    4-Con i Pochi Canali a disposizione del GPS Integrato starete più fuori rotta delle vostra capoccia difettosa(adesso direte bastano 3 satelliti per calcolare una esatta posizione, grazie..), che vi pensate che vi diano un GPS a 64 canali, se dovete usarlo per uso professionale di Canali ne servono tanti..
    6-Per la gente così che tutto costa sempre più e sempre di più oggi e la qualità di tutto diventa pessima
    7-Da domani paghiamo pure l’aria che respiriamo, ma in base alla qualità! Quindi con tutto questo inquinamento ci viene gratis o sbaglio?
    8-Almeno qui ci facciamo 2 risate!!!

  • Daniele

    il 12 ottobre 2009

    Alberto: Sei un grande, credo di aver sentito la stessa rabbia che hai provato tu leggendo le parole di Piersilvio ehm no scusate Piervittorio, in un mondo dove 80% delle persone non ha ne cibo ne acqua l’affermazione “100 euro non fanno la differenza” è una bestemmia, noi siamo fortunati molto fortunati, e Piervittorio, te lo dice una persona che quell’ 80% del mondo l’ha vissuto sulla propria pelle, anche se per scelta, prova ad ad aprire tu gli occhi e guardare il mondo e rivaluta le tue affermazioni.

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