Dell Inspiron Mini 12 recensito
Proprio poche ora fa vi abbiamo parlato del lancio ufficiale del nuovo dispositivo marchiato Dell, un Netbook con aspirazioni da notebook che, pur mantenedo l’hardware tipico della maggior parte dei concorrenti da 9 e 10 pollici, si prefigge lo scopo di offrire un’usabilità maggiore, pur se a fronte di dimensioni più generose.
Oggi vi proponiamo la prima recensione di questo nuovo Inspiron proveniente dai colleghi di APCMag.com.
Dimensioni
Il primo aspetto preso in considerazione, che è anche quello che maggiormente ha colpito gli autori, è stato proprio il grado di portatilità del dispositivo.
Pur trovandoci di fronte a dimensioni nettamente superiori ad un classico Netbook (l’immagine di confronto con il più piccolo Mini 9 parla da se), la portatilità non ne risulta in alcun modo compromessa, complici soprattutto lo spessore di soli 21-24 millimetri ed il ridottissimo peso, pari a 1,24 Kg.
Non ci troviamo, comunque, di fronte a dimensioni ridottissime, come possono essere considerate quelle del nuovo Asus S101, ottenute grazie all’utilizzo di banchi di memoria allo stato solido e una batteria ai polimeri di litio.
Design, qualità costruttiva e panoramica generale
Come potete osservare, il design è praticamente identico a quello del piccolo Inspiron Mini 9: linee piacevolmente arrotondate ed un aspetto semplice e molto professionale; la qualità costruttiva è eccellente sotto ogni punto di vista: niente scricchiolii di alcun genere ed una sorprendente solidità dell’intera struttura del case.
Nota dolente, che contraddistingue purtroppo anche il Mini 9, è la verniciatura Glossy utilizzata per la parte esterna del case, una scelta poco azzeccata vista la propensione ad attirare graffi e impronte.
Altro elemento degno di nota è la presenza di un unico speaker, posizionato al di sopra della tastiera, che, di conseguenza, potrà offrire solo un suono mono; la spiegazione dell’azienda è stata che semplicemente non c’era spazio a sufficienza per un secondo speaker.
Sulla parte anteriore è possibile notare come non sia presente alcun led di stato o interruttore; questo significa, sfortunatamente, che la disattivazione del modulo Wi-fi sarà possibile solo tramite l’apposita combinazione di tasti (in questo caso Fn+F2 ).
Qui di seguito i profili destro e sinistro del netbook con le 3 porte USB, l’ uscita VGA, l’interfaccia ethernet, il lettore di schede ed i connettori audio:
Periferiche di input
Se la tastiera non era propriamente il punto forte dell’ Inspiron Mini 9, a causa delle sue dimensioni ridotte e dell’assenza di numerosi tasti, tra i quali perfino i tasti funzione, in questo nuovo Dell la situazione è radicalmente diversa.
Dalle immagini risultano chiare le numerose migliorie apportate alla tastiera del nuovo fratello maggiore:
- ovviamente dimensione maggiore di tutti i pulsanti, paragonabili a quelle di una tastiera full size.
- presenza di tasti funzione dedicati (fino ad F12), purtroppo assenti nel Mini 9.
- tasti ctrl e alt presenti anche a destra della barra spaziatrice per una battitura più rapida e agevole.
Inoltre la battitura risulta più piacevole anche grazie ad un maggiore feedback dei pulsanti, che risultano adesso meno “morbidi” da premere; solo poche parole riguardo al touchpad, che ha piacevolmente sorpreso per le sue generose dimensioni (4.5 x 7.7 cm) e per la sua sensibilità.
Hard Disk
Contrariamente a quanto accade nell’Inspiron Mini 9, equipaggiato con un modulo di memoria allo stato solido, sul Mini 12 possiamo trovare un più classico hard disk a piatti magnetici da 60 o 80 GB; in particolare ci troviamo di fronte ad un componente marchiato Samsung ed appartenente alla serie Spinpoint N2P, un Hard Disk ultra portatile con un buffer di 8 MB, interfaccia PATA e form factor da 1.8 pollici, che garantisce dimensioni ridottissime ed uno spessore di soli 5 millimetri.
Unico aspetto negativo di tale soluzione è il basso numero di rotazione al minuto, pari a sole 4200; questo implica, purtropo, dei valori di transfer-rate minori rispetto ai più diffusi HD da 5400 rpm, uno scotto che bisogna pagare per avere un dispositivo ultra-portatile.
Display
Anche in questo caso ci sono delle analogie con il Mini 9; il display, sfortunatamente di tipo Glossy, risulta infatti luminoso, nitido e ben contrastato, offrendo inoltre una visione accettabile anche in ambienti aperti esposti alla luce solare (pur non essendo per nulla agevolati dalla superficie Glossy…).
Qualche perplessità soltanto sull’angolo di visualizzazione del display, non ampio abbastanza da poter condividere agevolmente le immagini con chi ci sta accanto.
Connettività
Nella norma le possibilità di connettività offerte dal Mini 12; nel case trovano alloggiamento un classico modulo Wi-fi della Broadcom con supporto per gli standard b/g (niente standard N purtroppo…), un modulo bluetooth e, in alcuni casi, anche un modulo 3g.
Quest’ultimo, come annunciato per il Mini 9, sarà disponibile soltanto su determinati mercati e sicuramente in abbinamento alla SIM di qualche operatore mobile, che verrà alloggiata nell’apposito vano situato al di sotto dela batteria.
Prestazioni
In questo periodo ha avuto enorme diffusione nel campo dei Netbook il processore proposto da Intel, l’ormai celebre Atom; in particolare fino ad oggi è stata massicciamente utilizzata la variante Diamondville (o N270) di tale processore, quella progettata appositamente per i Netbook e per tutti i device a basso costo che garantisce un prezzo contenuto ed un buon risparmio energetico.
Nel caso del nostro Mini 12 ci troviamo invece di fronte all’altra variante del processore Atom, più comunemente conosciuta col nome Silverthorne; questa piattaforma, progettata per l’utilizzo in dispositivi MID (Mobile Internet Device), garantisce le stesse prestazioni del Diamondville, ma anche dimensioni minori (circa la metà) e consumi più contenuti (2 watt anzicche 2.5), a fronte tuttavia di un prezzo decisamente più alto.
Per il resto i due processori possono considerarsi identici: entrambi hanno 512 kb di cache L2, entrambi lavorano con un FSB di 533 Mhz ed entrami supportano la tecnolgia Multithreading.
Dell ha optato per l’adozione di questo processore al fine proprio di limitare il consumo energetico, notevolmente superiore ad altri Netbook a causa del display da 12 pollici, e di mantentere entro certi limiti le dimensioni.
Ad affiancare il processore Silverthorne troviamo il chipset Puolsbo, l’innovativa soluzione di Intel che vede l’unione di Northbride e Southbridge in un unico chip, andando cosi a dar vita alla piattaforma Intel Centrino Atom Menlow.
Tale soluzione permette un ulteriore risparmio energetico, oltre che il supporto a contenuti in alta definizione; unica sua limitazione, almeno per quanto riguarda questo dispositivo, è il supporto per massimo 1 GB di Ram, qualcosa che piacerà poco agli utenti più smaliziati.
Upgradabilità
Cattive notizie sotto da punto divista… Se il piccolo Mini 9 si è fatto riconoscere per la sua enorme espandibilità, superiore a tutti i concorrenti fino ad ora esaminati, in questo caso la situazione è ribaltata.
Come potete vedere, complice anche il limite di Ram del chipset, non è presemte alcun vano di espansione nella parte inferiore del dispositivo e, perfino svitando tutte le viti che fissano il pannello, non si riesce ad avere accesso ai componenti interni.
Software e Sistema Operativo
Il Mini 12, come sorprendentemente non accadeva dai tempi dell’HP 2133, è fornito con Windows Vista Home Premium.
Pur avendo l’azienda annunciato che a breve saranno disponibili anche versioni equipaggiate con Ubuntu e XP, ci sembra una scelta davvero azzardata da parte di Dell, soprattutto se si prende in considerazione la presenza di soltanto 1 GB di memoria Ram.
Il sistema necessità di circa un paio di minuti di caricamento per offrire un desktop minimamente utilizzabile e le prestazioni sono, come suggerisce la valutazione del sistema, inevitabilmente basse, con rallentamenti evidenti nel caso si tengano più di un paio di finestre aperte.
A conti fatti, comunque, il sistema è risultato più utilizzabile di quanto non lo fosse con l’ HP 2133 ed il suo Via.
Per quanto riguarda i sofware in dotazione, possiamo trovare preinstallati Google Toolbar, Google Desktop, McAfee Internet Security 2009 (in una versione di prova di 90 giorni), Microsoft Works Suite 9.0 ed infine Dell Dock, una barra in stile OSX che racchiude le icone dei programmi più utilizzati.
Batteria
Nulla di sorprendente su questo fornte: dimenticate l’autonomia “infinita” di concorrenti come gli EEEpc.
Infatti il dispositivo è, purtroppo, equipaggiato con una batteria da sole 3 celle che, con un’utilizzo medio con wi-fi acceso e luminatità al 66% e attività quali il web-surfing e la riproduzione di qualche Divx, raggiunge massimo le 2 ore e mezza di autonomia, mezz’ora in meno di quanto ottenuto con il Mini 9.
Per gli utenti più esigenti sarà a breve commercializzata una batteria da 6 celle, che offrirà un’autonomia verosimilmente doppia ma che inevitabilmente altererà il profilo del dispositivo e ne aumenterà il peso.
Insomma Dell poteva fare qualcosa di meglio.
Conclusioni
Beh tutto quello che di importante c’era da dire è stato detto… ciò che vi rimane da fare è valutare quanto questo device possa soddisfare le vostre esigenze.
Non si tratta, infatti, di un dispositivo adatto a tutti, bensi di un ibrido (come numerose volte lo abbiamo già definito) adatto ad utenti che rivolgono particolare attenzione all’usabilità ma allo stesso tempo alla portatilità.
A voi il giudizio finale.

















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