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Canonical conferma l’alto numero di netbook con GNU/Linux scartati dai clienti

Riccardo, mercoledì 8 ottobre 2008 ore 12:39
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L’intervista con il manager MSI aveva sì annunciato delle belle nuove notizie per il mondo dei netbook (l’imminente commercializzazione del Wind U120 e la maggiore disponibilità del modello U100) ma aveva anche lasciato perlomeno perplessi riguardo l’alto numero di netbook MSI Wind con sistema operativo GNU/Linux tornati indietro e scartati dai clienti.

Andy Tung, manager MSI, aveva parlato di ritorni quattro volte superiori a quelli dei modelli con sistema Windows preinstallato; a detta di Tung, molti clienti avrebbero acquistato l’MSI Wind attratti dal prezzo e dalle caratteristiche estetiche del netbook, non considerando però le differenze del sistema operativo GNU/Linux rispetto a quelli Microsoft.

La conferma di tutto questo arriva da Canonical, la società che sta dietro ad Ubuntu che, attraverso il suo marketing manager Gerry Carr, fa sapere di essere a conoscenza del problema.

“Non sappiamo quanti ritorni ci sono con Windows XP – ha affermato Carr – ma abbiamo riscontrato un rientro oltre il normale di netbook che montano sistemi operativi Open Source”.

Nello specifico:

Unclear selling is happening, typically online. The customer will get their netbook sent to their home and they imagine to find something like a Microsoft desktop, but they see a brown Ubuntu version. They are unwilling to learn it and they were expecting to have Windows. We said a long time ago, we didn’t want to make a Windows clone. It has a different interface especially with the Ubuntu Netbook Remix. We think it’s a better way but it’s not the same way people are used to. That unfamiliarity can take a while to learn and there is an education that has to be stressed.

Certo, ci sarebbe da fare migliaia di considerazioni su questo, ma credo che l’avvento dei netbook abbia portato per la prima volta i desktop GNU/Linux nei pc degli utenti classici (non degli appassionati) e questo non può che essere considerato un fattore positivo. Da adesso in poi, ci sarà bisogno di affrontare il problema e cercare di risolverlo, magari puntando più sul marchio (come fa Apple, che punta molto sull’ “essere differente”) e meno sulle spiccate doti tecniche.

Da questo punto di vista siamo solo agli inizi per l’azienda GNU/Linux e la comunità opensource e c’è ancora tanto da lavorare per conquistare (ora che sono state raggiunte) le grandi masse; io comunque considero questa vicenda un buon punto da cui partire, e voi?

Via: OSnews

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Commenti

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  • paul the rock

    il 8 ottobre 2008

    Purtroppo la maggior parte degli utilizzatori finali conoscono Windows e appena trovano qualcosa di diverso mettono le mani avanti. C’è da dire per passare da Windows a Linux ci vuole comunque un po’ di impegno e molte cose che sono fatte, magari maluccio, in automatico da windows sotto linux necessitano di “lavorazioni” manuali che un utente medio non si aspetta di dover fare (o non vuole).
    Non per niente i sistemi Unix/linux sono apprezzati più dalle persone un po’ tecniche e molto meno dagli utilizzatori puri. Certo è che le ultime versioni stanno cercando di diventare più user friendly e questo è un bene, ma credo ci vorrà ancora del tempo per mettersi in lotta con Windows.

  • Fer

    il 9 ottobre 2008

    Penso che si sia puntato sul prodotto sbagliato per promuovere Linux.
    Un netbook attrae soprattutto per prezzo e dimensioni, interessando anche persone che hanno poca dimestichezza con un PC e magari hanno già fatto molta fatica a muovere i primi passi con Windows.
    Evidentemente questi utenti non se la sentono di ricominciare da capo: non tutti hanno l’inclinazione, la competenza ed il tempo per imparare ogni volta da zero o quasi.

    Secondo me Linux andava proposto sui MID veri e propri (che non assomigliando ad un PC, non fanno scattare paragoni e similitudini) con un’interfaccia semplicissima tipo palmare (Xandros Easy Mode con Asus Launcher potrebbe andare); e, come alternativa dichiarata a Windows, su netbook tecnicamente ben equipaggiati e orientati ad un target più tecnico.

    Personalmente uso molto volentieri Linux dal ‘92 e non l’ho mai considerato una vera alternativa a Windows sui desktop.

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